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Addio a Alberto Radius, grande chitarrista, anima del rock italiano

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Febbraio, 2023, 13:28:46 di Maurizio Barra

Chitarrista, cantautore, produttore, eminenza grigia del rock italiano. Alberto Radius se n’è andato. Aveva 80 anni, suonava dalla fine dei ’50 nelle sale da ballo, in vari “complessi”, fino ad incrociare l’Equipe 84 in alcune serate. Milano era la destinazione obbligata per la “generazione beat”, lì definisce il suo approccio al sound e all’effettistica: la sua chitarra è al passo con i tempi, e negli anni accanto al pop / rock toccherà il genere progressive. Con Tony Cicco e Gabriele Lorenzi fonda la Formula 3, prodotta dalla Numero Uno di Battisti, che avrà nel repertorio pezzi del grande Lucio, come “Questo folle sentimento”. In parallelo porta avanti il suo progetto da solista.

Alberto Radius, Gabriele Lorenzi e Tony Cicco dei "Formula 3", 1970 GettyImages

Alberto Radius, Gabriele Lorenzi e Tony Cicco dei “Formula 3”, 1970

La sua carriera di session man resta nella storia: dall’introduzione di “Nel sole” di Al Bano alla chitarra elettrica de “Il tempo di morire” di Battisti, al lirismo psichedelico dello special di “Mi ritorni in mente” (“Quella sera sera, ballavi insieme a me, e ti stringevi a me”); suo il sound moderno e new wave de “L’era del cinghiale bianco”, “Patriots” e “La voce del padrone” di Franco Battiato (il passo veloce di “Cuccurucucu”). Poi Marcella Bella, Alice, Milva, Patty Pravo, Alberto Camerini, Giuni Russo. Una volta suona con Stevie Wonder

 

Alberto Radius e Lucio Battisti 1973 GettyImages

Alberto Radius e Lucio Battisti 1973

Gli alternativi di oggi guardano a lui e lui apprezzava il nuovo rock: i Coma Cose lo chiamano a Sanremo per suonare “Il mio canto libero”; dei Maneskin diceva: “Sono rock. Hanno rubato dal passato e hanno rubato bene. Certo, un successo del genere è un mistero”.  Apprezzato produttore, nel suo studio milanese ha prodotto oltre 300 album. 

Alberto Radius e Lucio Battisti 1973 GettyImages

Alberto Radius e Lucio Battisti 1973

“Non ho parole per descrivere uno dei risvegli più amari della mia vita. I ricordi riaffiorano nella mente, momenti di vita e di musica vissuti insieme. Solo qualche mese fa eri qui in studio a stringermi durante l’ascolto di ‘Quando ti manca il fiato’… ed ora è proprio uno di quei momenti in cui il fiato manca davvero. Oggi ci ha lasciati il mio mentore, il mio amico, la mia fonte d’ispirazione… ciao Alberto!”. Così Gianluca Grignani, su Facebook, ricorda Radius.

Della sua morte dà notizia la famiglia, come riporta Rolling Stone: “È con profondo dolore e tristezza che la famiglia del maestro Alberto Radius condivide la notizia della sua scomparsa. Dopo una lunga malattia, si è spento serenamente, accanto ai suoi affetti più cari. La famiglia del maestro Radius chiede, in questo difficile momento, che sia rispettata la privacy che lo ha sempre contraddistinto”. I funerali sabato a San Colombano al Lambro dove viveva.

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