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Aifa: due bambini sono morti dopo un trattamento con un farmaco contro l'atrofia muscolare spinale

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Ultimo aggiornamento 17 Febbraio, 2023, 01:33:23 di Maurizio Barra

Due bambini sono morti dopo il trattamento di un farmaco anti Sma, l’atrofia muscolare spinale. Sono due casi fatali di insufficienza epatica acuta che si sono verificati in due bambini, di 4 e 28 mesi, affetti da atrofia muscolare spinale (SMA) e trattati con il farmaco Zolgensma (onasemnogene abeparvovec). 

Li segnala l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul proprio sito, pubblicando la nota informativa dell’azienda produttrice Novartis. Zolgensma è la prima terapia genica contro la Sma, approvata dall’Aifa nel 2021 ed a carico del Ssn per tutti i bambini affetti dalla patologia e sotto i 13,5 kg di peso. Ad oggi, rileva l’agenzia, sono circa 3000 i pazienti curati contale farmaco, che ha un elevato costo.

L’epatotossicità, ovvero la tossicità per il fegato, segnalata con onasemnogene abeparvovec, spiega l’Aifa, si manifesta spesso come funzionalità epatica anomala o come aumento delle aminotransferasi. Tuttavia, sono stati segnalati danno epatico acuto grave o insufficienza epatica acuta, anche con esito fatale. Il meccanismo sottostante, sottolinea l’agenzia, è “probabilmente correlato a una risposta immunitaria innata e/o adattativa al vettore”. L’Aifa raccomanda pertanto un regime profilattico con corticosteroidi e il monitoraggio della funzionalità epatica per almeno 3 mesi dopo l’infusione del farmaco. Ciò include il monitoraggio settimanale per il primo mese e durante l’intero periodo di riduzione graduale dei corticosteroidi, seguito da un monitoraggio bisettimanale per un altro mese e, se clinicamente indicato, anche in altri momenti. 

Inoltre, i pazienti che presentano segni o sintomi indicativi di disfunzione epatica devono essere prontamente valutati per danno epatico. Nel caso in cui i pazienti non rispondano adeguatamente ai corticosteroidi, consultare un gastroenterologo o un epatologo pediatrici. Queste le caratteristiche cliniche comuni di questi due casi, come si legge sul sito Aifa: la manifestazione iniziale del danno epatico è stata l’aumento asintomatico delle aminotransferasi epatiche entro le prime 1-2 settimane dopo l’infusione; la manifestazione clinica dell’epatotossicità includeva vomito, debolezza e un secondo aumento delle aminotransferasi epatiche. A seguire si è presentato un rapido deterioramento della funzionalità epatica e la progressione verso l’encefalopatia epatica e l’insufficienza multiorgano.

Il decesso si è verificato 6-7 settimane dopo l’infusione di onasemnogene abeparvovec, durante il periodo di riduzione graduale della dose di corticosteroidi. Zolgensma, si sottolinea, “è sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta“.

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