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Cospito: 3 manifestazioni di anarchici in piazza a Roma contro il 41 bis

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Febbraio, 2023, 21:09:57 di Maurizio Barra

Sono in corso i tre presìdi in tre piazze diverse di Roma in solidarietà con Alfredo Cospito e la sua battaglia per la revoca del 41bis. Quello che sta avvenendo è “una vergogna che offende la Costituzione antifascista e la legge di Stato. Siamo qua in solidarietà di Alfredo e in solidarietà di tutti i detenuti al 41 bis. Alfredo sta morendo. Stanno assassinando un uomo giusto“. Queste alcune delle parole pronunciate al sit-in sotto la Feltrinelli di Largo Argentina. Sotto la libreria è esposto anche uno striscione con scritto “Alfredo libero. 122 giorni di sciopero della fame. Tutti e tutte liberi”. 

Su altri striscioni i manifestanti hanno scritto: “Alfredo è un essere umano che da quattro mesi non mangia per protestare contro un regime di tortura e per questo ha messo in gioco la sua vita”. “Stanno assassinando un uomo buono”. “Alfredo è un valoroso che si trova al 41 bis non per quello che ha fatto ma per quello che è”. La piazza è massicciamente presidiata dalle forze dell’ordine ma la situazione al momento non desta alcuna preoccupazione. Gli stessi presìdi sono in corso, contemporaneamente, a Campo de’ Fiori e a Piazza Trilussa.

A Campo de’ Fiori sono stati esposti un paio di striscioni agli angoli della strada. “Alfredo libero dal 41bis” e “Contro padroni e Stato di polizia”: sono i testi affissi. Intanto a piazza Trilussa, nel quartiere romano di Trastevere, è in corso un comizio di un altro gruppo di anarchici.

Cospito, che era detenuto da oltre 10 anni al Bancali di Sassari per la gambizzazione dell’allora amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, è in sciopero della fame dal 30 ottobre: è stato prima trasferito nel penitenziario di Opera a Milano per le precarie condizioni di salute, poi al reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano. Esponente della Federazione anarchica informale, è anche accusato di strage per due ordigni esplosi nei pressi della scuola allievi carabinieri di Fossano nel cuneese nel 2006, che non provocarono feriti.

 

Roma anarchici in solidarietà con Alfredo Cospito AP Photo/Andrew Medichini

Roma anarchici in solidarietà con Alfredo Cospito

“Le bugie dei media servono ad abbassare la tensione. Dopo quattro mesi di sciopero della fame Alfredo è in gravi condizioni di salute. Lo vogliamo subito fuori dalla tortura del 41bis”, si leggeva su un volantino distribuito dagli organizzatori prima dell’inizio delle manifestazioni.

Condizioni migliorate ma “pronto a riprendere il digiuno totale con sentenza negativa della Cassazione”

Secondo fonti legali, l’anarchico in questo momento ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano secondo le disposizioni dell’art. 41 bis, “sta continuando a  prendere gli integratori ma è determinato a riprendere il digiuno totale se il 24 febbraio dalla Cassazione arrivasse una sentenza negativa in merito al ricorso per la revoca del 41 bis”. 

Questa mattina il medico lo ha visitato: le sue condizioni sono ”stabili, è lucido e determinato e c’è un lieve miglioramento – ha osservato – anche grazie agli integratori che sta prendendo, in particolare sodio e potassio, ma se decidesse di riprendere lo sciopero della fame in maniera radicale la situazione potrebbe precipitare rapidamente”. I primi tentativi, nei giorni scorsi, di assumere yogurt, invece, non avrebbero portato ad alcun risultato vista l’incapacità dell’anarchico di trattenere gli alimenti. D’altra parte, la ripresa dell’alimentazione, è stato osservato, è il momento più delicato e pericoloso. In questo momento però la questione, spiegano sempre fonti legali, non si pone perché Cospito non sembra intenzionato a riprenderla almeno fino alla decisione del 24 febbraio. 

La decisione della Cassazione sul ricorso presentato da Alfredo Cospito, è uno degli eventi più attesi della prossima settimana. Al centro dell’udienza, la conferma del regime del carcere duro da parte del Tribunale di sorveglianza di Roma: la procura della Cassazione, ovvero la pubblica accusa, ha depositato il suo parere chiedendo la revoca del provvedimento.

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