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Era precario da 30 anni e la Corte Ue gli riconobbe un risarcimento: Cassazione annulla 10 anni dopo

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Ultimo aggiornamento 18 Febbraio, 2023, 19:22:10 di Maurizio Barra

Dieci anni dopo l’ordinanza della Corte europea di giustizia che gli aveva riconosciuto un risarcimento per 30 anni da precario, l’ex maestro della banda municipale di Aosta, Rocco Papalia, si è visto annullare l’indennizzo dalla Corte di Cassazione. Il caso di Papalia, maestro della banda dal 1983 al 2012 – aveva scosso la giurisprudenza italiana sui contratti a termine nel pubblico impiego.

Per i contratti reiterati fino al 31 dicembre 2011, in primo grado il Comune di Aosta era stato condannato a pagare108mila euro a Papalia, ma la Corte d’appello di Torino aveva poi ribaltato la sentenza non riconoscendo un rapporto di lavoro subordinato. Così nel 2013 il maestro, tramite il tribunale di Aosta, aveva sollevato la questione pregiudiziale davanti alla Corte di giustizia europea. Il provvedimento che ne scaturì, noto come “ordinanza Papalia”, sembrò aprire uno spiraglio riguardo al riconoscimento dell’esistenza di danno per i lavoratori a termine del pubblico impiego nell’ipotesi di un loro utilizzo abusivo. Con il nuovo ricorso di Papalia, il tribunale di Aosta aveva poi condannato nel 2016 il Comune a pagargli 46.800 euro, risarcimento confermato l’anno dopo in appello.   Il Comune ha quindi proposto ricorso per Cassazione, accolto con ordinanza   pubblicata il 15 febbraio scorso (numero4.792/2023).

Per il periodo gennaio-giugno 2012 il contratto con il maestro della banda non era stato stipulato in forma scritta per – secondo il datore di lavoro – “condotta contraria a buona fede di Rocco Papalia” e perciò il rapporto, scrive la Cassazione, era “radicalmente nullo”. Essendo quindi legittima la risoluzione avvenuta il 2 luglio 2012 per mano del Comune, non c’è diritto al risarcimento. L’unica opportunità per il maestro sarebbe stata la dimostrazione di una “perdita di chance di un’occupazione alternativa migliore”.

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