Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Il 19 febbraio si celebrano i giganti del mare: le balene tra caccia, plastica e spiaggiamenti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Febbraio, 2023, 20:47:59 di Maurizio Barra

Da sempre l’uomo è affascinato dalla maestosità di questo animale che è il più grande tra quelli rimasti sul nostro pianeta: fino a 20 metri di lunghezza; 100 anni di vita media; 2 tonnellate di peso di un cucciolo appena nato; fino a 6 metri l’altezza del suo soffio quando respira; 27 chilometri l’ora la sua velocità in acqua; 26 minuti il tempo di apnea che può sopportare questo cetaceo.

Da “Historia animalium” di Aristotele, passando per “Moby Dick” di Melville fino a “Whale Nation” di Heathcote Williams, vero poema di denuncia, questi cetacei hanno ispirato la letteratura di ogni tempo e colpito per la straordinaria e inaspettata grazia con la quale si muovono: “Un piccolo tratto d’acqua mossa di colore bianco-verdognolo, e qualche rado sbuffo di vapore che vi aleggiava sopra, per poi soffondersi sottovento, come la vaga spuma bianca che s’alza dai marosi” scrive Herman Melville nel suo capolavoro.

Eppure, questo autentico gigante del mare, distinto in numerose specie, dalle più innocue fino all’Orca “assassina”, è sempre più minacciato.

Da secoli, questi affascinanti animali sono sottoposti a una caccia spietata che ne ha ridotto sensibilmente il numero.

Lo uccidono sia per nutrirsi della sua carne, sia per anacronistiche tradizioni che collimano con la superstizione, sia attraverso una poco credibile “necessità di ricerca” come affermano alcune nazioni che non hanno mai firmato o sistematicamente violato la moratoria sulla cattura di questi cetacei.

Oggi, poi, questa specie di abitatori del mare sta affrontando anche altri inquietanti nemici: l’inquinamento da plastica e microplastiche, il riscaldamento globale, l’uso sempre più massiccio di sonar e strumenti che con le loro frequenze interferiscono con il sofisticato e perfetto sistema di orientamento e comunicazione delle balene. 

 

Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: soltanto negli ultimi dodici mesi sono state innumerevoli le balene spiaggiate, dalle coste del Nord America alla Gran Bretagna, dalle rive atlantiche della Francia alle spiagge del Mediterraneo, con oltre 500 esemplari morti tra Australia e Tasmania.

Ecoscandagli militari, sonar subacquei e ultrasuoni interferiscono con il sofisticato e perfetto sistema di orientamento di questi mammiferi che spesso, storditi, smarriscono la rotta, si perdono e si lasciano morire

Una responsabilità pesante e una triste eredità che lasciamo alle generazioni future. Fioccano gli appelli delle associazioni a governi e istituzioni in primo luogo, ma anche a ognuno di noi per cercare di “invertire le rotta”.

Godiamoci, in chiusura, il canto ipnotico di un gruppo di orche registrato a gennaio 2023. Le orche producono suoni per navigare, comunicare e cacciare, utilizzando una combinazione di fischi, clic, richiami pulsati, schiocchi e battiti di mascelle. Una suggestiva melodia che richiama vagiti amniotici.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.