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La democrazia non è gratis di Luciano Violante

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Ultimo aggiornamento 21 Febbraio, 2023, 20:41:21 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 21 FEB – LUCIANO VIOLANTE, LA DEMOCRAZIA NON È
GRATIS. I COSTI PER RESTARE LIBERI (MARSILIO, PP. 128, 14 EURO)
“La democrazia è come l’aria: ti accorgi che esiste quando
comincia a mancare”. Il campanello di allarme potrebbe iniziare
a suonare presto, avverte Luciano Violante che lancia un suo
nuovo warning sui seri rischi che corrono le democrazie
liberali, se continueranno a rimanere inascoltate le grida di
aiuto sugli evidenti segnali di decadimento nell’esercizio delle
sue forme di espressione.
   
E’ uscito il 21 febbraio nelle librerie il nuovo libro di uno
protagonisti della vita istituzionale del nostro paese,
professore di diritto e procedura penale, magistrato, studioso
della storia e della cultura classica, a lungo parlamentare del
Pci, del Pds, dei Ds e del Pd e presidente della Camera dei
Deputati dal 1996 al 2001.
   
Quanto costa davvero mantenere le conquiste del passato? Che
prezzo siamo disposti a pagare perché i diritti universali non
si trasformino in privilegi particolari? Sono gli interrogativi
posti da Violante in questo nuovo libro che, dopo “Il dovere di
avere doveri” (2014) e “Democrazie senza memoria” (2017) torna a
riflettere sui mali che affliggono la forma di governo dei paesi
occidentali.
   
Punto di partenza è il grande e diffuso malinteso: aver limitato
il concetto di democrazia a un elenco di diritti da garantire,
rimuovendone la naturale contropartita, i doveri a cui
adempiere. Attraverso il confronto con contesti politici
drammaticamente emergenti – in particolare Russia e Ungheria –
Violante scava nel passato comune per ritrovare l’origine dei
tanti mali, in primis le «presunzioni» dell’Occidente,
dall’esportazione della democrazia all’ingenua equazione tra
sviluppo economico e avanzamento dei diritti.
   
E nel caso italiano, va alla ricerca di quel che resta dello
spirito della Costituzione, per comprendere come si sia arrivati
ad attribuire le colpe della politica alla democrazia, ridotta a
un complesso di regole, a mera «tecnica di governo».
   
Un pamphlet appassionato e severo che pone l’accento sulle
responsabilità di ciascuno per rimettere a fuoco e al centro dei
comportamenti parole che ritrovino un significato condiviso –
diritto e dovere, libertà e uguaglianza, pace e giustizia – e
far sorgere una nuova e piena consapevolezza civica. (ANSA).
   

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