Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2023, 15:42:08 di Maurizio Barra
Il Papa ha poi ricordato che “oggi comincia il tempo della Quaresima”, con il mercoledì delle Ceneri, e ha invitato i fedeli a “pregare per quanti soffrono a causa delle catastrofi naturali o delle guerre”. Francesco ha ribadito: “Iniziamo il nostro cammino quaresimale. Seguiamo insieme nostro Signore Gesù Cristo che ci invita alla carità, alla preghiera e al digiuno”.
Nella sua catechesi durante l’udienza generale il Pontefice ha parlato della Chiesa sottolineando la peculiarità della sua missione e del suo annuncio. “E’ molto triste vedere la Chiesa come fosse un Parlamento soltanto. La Chiesa è un’altra cosa, – ha ricordato il Papa in un passaggio a braccio– è una comunità di uomini e donne che credono e annunciano Gesù Cristo ma mossi dallo Spirito Santo non dalle proprie ragioni”. Questo uno dei passaggi del discorso nell’ Aula Paolo VI. “Il Vangelo non è un idea o un’ideologia – sottolinea il Pontefice -, è un annuncio che ti tocca e ti fa cambiare il cuore. Ma se tu ti rifugi in un’ideologia, sia di destra che di sinistra che di centro, tu stai facendo del Vangelo un partito politico, un’ideologia, un club di gente”. Papa Francesco cita il Concilio di Gerusalemme, il primo nella storia, che vide saldare le emergenti fratture nella Chiesa e invita a non dividersi tra progressisti e conservatori come fossero etichette. Si agisca, spiega, come allora e cioè sotto l’ispirazione dello Spirito perché altrimenti la Chiesa si riduce a luogo di “polarizzazioni logoranti”.
“Ogni tradizione religiosa è utile se agevola l’incontro con Gesù” ma a guidarla, come nel primo Concilio” deve essere sempre “il principio dell’annuncio“, orientato dallo Spirito Santo, ricorda il Papa, perché “nella Chiesa tutto va conformato alle esigenze dell’annuncio del Vangelo; non alle opinioni dei conservatori o dei progressisti, ma al fatto che Gesù raggiunga la vita della gente” ha sottolineato Papa Francesco nel suo discorso.
Francesco ha portato appunto l’esempio del primo Concilio, raccontato dagli Atti degli apostoli. “Dove – ha detto il Papa – ad ogni pagina si vede che il protagonista dell’annuncio non è Pietro, Paolo, Stefano o Filippo, ma lo Spirito Santo. Sempre negli Atti si racconta un momento nevralgico degli inizi della Chiesa, che può dire molto anche a noi. Allora, come oggi, insieme a consolazioni non mancavano tribolazioni, le gioie si accompagnavano alle preoccupazioni. Una in particolare: come comportarsi con i pagani che venivano alla fede, con quanti non appartenevano al popolo ebraico. Erano tenuti o no a osservare le prescrizioni della Legge mosaica? Non era una questione da poco. Si formano così due gruppi, tra chi riteneva l’osservanza della Legge irrinunciabile e chi no. Per discernere, gli Apostoli si riuniscono, in quello che viene chiamato il ‘concilio di Gerusalemme’, il primo della storia”, spiega il Pontefice.
“Come sciogliere il dilemma? Si sarebbe potuto cercare un buon compromesso tra tradizione e innovazione: alcune norme si osservano, altre si tralasciano. – ha poi detto Francesco – Eppure gli Apostoli non seguono questa sapienza umana, ma si adeguano all’opera dello Spirito, che li aveva anticipati, discendendo sui pagani come su di loro. E dunque, togliendo quasi ogni obbligo legato alla Legge, comunicano le decisioni finali, prese – scrivono – ‘dallo Spirito Santo e da noi’. Insieme, senza dividersi, nonostante avessero sensibilità e pareri diversi, si pongono in ascolto dello Spirito”, ha voluto sottolineare ancora il Papa. Ne consegue un principio: “Nella Chiesa tutto va conformato alle esigenze dell’annuncio del Vangelo”.
Così “lo Spirito fa luce sul cammino della Chiesa. Egli non è infatti solo la luce dei cuori, è la luce che orienta la Chiesa: fa chiarezza, aiuta a distinguere, a discernere”. Lo si invochi, allora, “perché, come Chiesa, possiamo avere tempi e spazi ben definiti, comunità, istituti e movimenti ben organizzati ma, senza lo Spirito, tutto resta senz’anima. La Chiesa, se non lo prega e non lo invoca, si chiude in sé stessa, in dibattiti sterili ed estenuanti, in polarizzazioni logoranti, mentre la fiamma della missione si spegne. Lo Spirito, invece, ci fa uscire, ci spinge ad annunciare la fede per confermarci nella fede, ad andare in missione per ritrovare chi siamo”.
