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Sequestrati 3,7 miliardi per frodi col bonus edilizia

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Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2023, 05:43:19 di Maurizio Barra

“Un’ampia casistica di illeciti” nel settore dei bonus in materia edilizia ed energetica per un sequestro di oltre 3,7 miliardi di crediti d’imposta inesistenti. Dal risultato del lavoro della Guardia di Finanza nell’ultimo biennio emergono i dati delle frodi su fatture gonfiate o facciate mai rifatte. E si tratta di cifre ancora parziali perché riguardano solo le indagini delle Fiamme Gialle, in prima linea per contrastare il fenomeno con il comandante generale della Guardia di finanza, Giuseppe Zafarana, che ha svelato le cifre in audizione alla Commissione Finanze della Camera. Le irregolarità sono varie: dall’assenza di lavori edilizi necessari a conferire il diritto ai vantaggi fiscali alla dichiarata esecuzione di ristrutturazioni su immobili non riconducibili ai beneficiari delle detrazioni. Oppure, ancora, tante cessioni ‘a catena’ dei crediti attraverso prestanome o imprese compiacenti. “Premesso che sono situazioni in continuo divenire, le frodi maggiori hanno riguardato il bonus facciata e l’ecobonus mentre la parte relativa alle due tipologie di superbonus si aggira intorno al 4-5%” degli illeciti in questo ambito, sostiene Zafarana, per il quale il problema delle frodi “non è determinato dal bonus di riferimento ma dalla cedibilità dei crediti fiscali”, inoltre “il 98% dei crediti fiscali fittizi sequestrati finora fanno riferimento ad attività riferite a prima dell’entrata in vigore del decreto antifrodi del 2021, riconducibili alla configurazione originaria della norma”.

Per quanto riguarda in generale l’attività della Guardia di Finanza, “nel solo 2022 i reparti hanno eseguito circa un milione di interventi di polizia economico-finanziaria di varia natura. Nello stesso periodo, sono state eseguite 66mila indagini concernenti reati economico-finanziari delegate dalle procure nazionali e dalla procura europea, concretizzatesi nell’arresto di quasi 1.400 persone e nel sequestro di disponibilità patrimoniali e finanziarie per 9,35 miliardi di euro. L’ammontare complessivo delle somme sequestrate dalla Guardia di finanza negli ultimi due anni risulta, pertanto, pari a oltre 7,5 miliardi”. Tra i fenomeni emergenti dove le Fiamme Gialle dovranno concentrarsi fin da subito c’è sicuramente il Metaverso, nel quale – aggiunge il generale Giuseppe Arbore – “si sta creando ricchezza, dove si vendono opere d’arte e gli avatar cominciano ad avere un loro valore. Per questo stiamo pensando ai nostri avatar della Gdf. Il Metaverso avrà bisogno di una Guardia di Finanza, diventerà un mondo parallelo e quindi dovremo trasferirci lì”.

Sotto la lente c’è anche il legame tra bitcoin e mafie: “la criminalità sta facendo scambi in criptovaluta, abbiamo trovato anche monetizzazioni in cripto proprio nei profitti dei crediti ceduti all’estero. In un’operazione abbiamo trovato un crypto wallet dove confluivano i proventi di alcuni di quei crediti. C’è un profilo di riciclaggio – spiega ancora Arbore – ma bisogna anche considerare che la criptovaluta, anche se è una modalità alternativa, è anche e perfettamente tracciabile”. Più ‘classico’ è l’ambito del riciclaggio: nel solo 2022 sono oltre 3.900 le indagini penali svolte su delega della magistratura nel settore che hanno consentito di denunciare oltre 3.500 soggetti, di cui 303 in stato di arresto. Inoltre, in tutto lo scorso anno i Finanzieri hanno segnalato all’autorità giudiziaria, per reati di mafia, 940 soggetti, di cui 443 tratti in arresto. Resta prioritario il contrasto all’evasione fiscale. Negli ultimi anni si è registrata una tendenziale riduzione del tax gap. Le più recenti stime sul mancato gettito annuale sono di 90 miliardi di euro mentre l’obiettivo è la diminuzione della ‘propensione all’evasione’ del 15% entro il 2024 e, come step intermedio, del 5% entro il 2023 rispetto al valore di riferimento del 2019. Riguardo al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, nel 2022 è stata accertata l’indebita percezione o richiesta di incentivi e contributi per quasi 685 milioni di euro.

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