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Continua la protesta degli operai Portovesme: "Pronti alla seconda notte sulla ciminiera"

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Ultimo aggiornamento 2 Marzo, 2023, 01:09:18 di Maurizio Barra

I quattro operai che da ieri sono asserragliati sulla ciminiera dell’impianto della Portovesme srl, a 100 metri di altezza, si preparano a trascorrere la seconda notte all’addiaccio. Hanno abiti da lavoro pesanti, coperte, sacchi a pelo e tende, ma l’umidità riesce a passare comunque nella sezione della torre dell’impianto Kssper per la raffinazione del piombo.

I quattro non intendono mollare, per tenere alta l’attenzione sul tema del costo dell’energia, salito alle stelle per l’azienda, che ha deciso di fermare alcuni impianti, siglando con i sindacati un’intesa per la cassa integrazione a rotazione – che parte da oggi – per i 550 dipendenti.

“Dopo una lunga e approfondita valutazione della situazione di crisi, dopo aver sentito le segreterie di categoria e la Rsu di fabbrica, visti gli innumerevoli incontri registrati negli ultimi 15 mesi, che non hanno portato a nessun risultato tangibile, abbiamo deciso di continuare la lotta ed assistere alla riunione di venerdì, convocata dal Ministero, dall’interno della ciminiera. Ci riserveremo di fare nuove valutazioni a seguito dell’esito della riunione stessa. La lotta per l’energia e per il lavoro continua” dicono i lavoratori in un comunicato.

Domani sarà la vigilia dell’incontro a Roma, convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo la notizia della protesta. E saranno proprio gli esiti di quel tavolo a determinare la fine o meno della clamorosa iniziativa e imprimere una svolta all’intera vertenza. Oggi, oltre alla visita del neosegretario Pd della Sardegna, Piero Comandini, i lavoratori hanno ricevuto la solidarietà dei sindaci del territorio, preoccupati per gli effetti occupazionali ed economici per un nuovo rallentamento produttivo.

C’è preoccupazione per quanto sta accadendo a un’azienda tra le più floride del territorio – dica la sindaca di San Giovanni Suergiu e vicepresidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis, Elvira Usai –  Per noi primi cittadini questa preoccupazione si riverbera nei nostri servizi sociali se la Cig e lo spettro della cassa integrazione dovessero avverarsi”.

Le fa eco un altro primo cittadino: “È un momento di estrema delicatezza che coinvolge tanti lavoratori – spiega il sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori – dietro ogni operaio c’è una famiglia che soffre e che vive un momento di incertezza”.

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