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Covid: 'Speranza firmò il decreto zona rossa Bergamasca, Conte no'

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Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2023, 20:24:15 di Maurizio Barra

Nell’indagine di Bergamo sulla gestione della prima ondata del Covid in Val Seriana chiusa due giorni fa, l’ex premier Giuseppe Conte e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza hanno posizioni diverse. L’ex presidente del Consiglio è accusato di non aver istituito la zona rossa nel comuni di Nembro e Alzano Lombardo nonostante “l’ulteriore incremento del contagio” in Lombardia e “l’accertamento delle condizioni che (…) corrispondevano allo scenario piu’ catastrofico”. Tale contestazione non riguarda Speranza che risponde solo per la mancata attuazione del piano pandemico. Infatti l’allora responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa aveva firmato una bozza di decreto con cui proponeva di estendere la misura urgente di “contenimento del contagio” già adottata nel Lodigiano, ai due comuni della Bergamasca. Tale bozza invece non venne sottoscritta da Conte. Gli atti delle due posizioni sono già stati trasmessi alla Procura di Brescia che poi li invierà al Tribunale dei Ministri.

I pm bresciani hanno tempo 15 giorni per esaminarli, dopo di che li invieranno al tribunale dei ministri, un collegio di tre giudici bresciani, con eventuali richieste istruttorie.

Su questo punto ho già riferito alla procura le ragioni che ci hanno spinto ad adottare una misura restrittiva riguardante l’intero territorio lombardo e continuerò a offrire il mio contributo per fare chiarezza nelle sedi opportune, sono assolutamente tranquillo su tutte le scelte fatte“. Lo ha detto all’ANSA il presidente del M5S Giuseppe Conte rispondendo alla domanda sulla ragione per cui non ha firmato – a differenza dell’allora ministro Speranza – il decreto che stabiliva la zona rossa Bergamasca. “Di fronte a una situazione senza precedenti – ha aggiunto Conte – c’è chi mi ha accusato di aver chiuso troppo e chi di aver chiuso troppo poco. Quello che posso dire ora e che ho agito con massimo senso di responsabilità, in piena trasparenza e coscienza, non risparmiando un minuto del mio tempo per mettere a punto con esperti, Protezione civile, forze dell’ordine, governatori una risposta all’altezza della situazione drammatica che abbiamo vissuto”.

La Procura di Bergamo, diretta da Antonio Chiappani, ha aperto un’inchiesta per fuga di notizie dopo che mercoledì sera erano usciti i nomi dell’ex premier Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza indagati con il governatore Attilio Fontana e l’ex assessore Giulio Gallera nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della prima fase della pandemia a Bergamo.

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