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Da Poggioreale al San Carlo, detenuti imparano mestieri

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Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2023, 17:03:12 di Maurizio Barra

(ANSA) – NAPOLI, 03 MAR – La gioia dipinta sui volti,
l’emozione per avere avuto l’opportunità di imparare un mestiere
nel teatro più antico d’Europa: il San Carlo. Sono le emozioni
dei 13 detenuti del carcere di Poggioreale che oggi hanno
ricevuto gli attestati per la partecipazione alle attività
didattiche che hanno svolto proprio all’interno del Massimo
napoletano da ottobre a dicembre 2022. Un’opportunità che per 4
di loro si è trasformata in un contratto a tempo determinato al
servizio del San Carlo che prenderà il via ad aprile e che li
vedrà impiegati nel settore amministrativo e nel settore
tecnico. “E’ stata una cosa bellissima e ancora non ci crediamo
– ha raccontato Battista Di Costanzo – noi da detenuti siamo
entrati nel San Carlo. Io sono entrato nell’attrezzeria, era un
mestiere che nemmeno sapevo esistesse e ora resterò qui a
lavorare peer un periodo ed rappresenta una speranza, una
salvezza”. Gli fa eco un altro detenuto Nicola Baldi, impiegato
nella sartoria: “Fino a qualche tempo fa, non sapevamo che cosa
avremmo potuto fare una volta fuori di prigione, ora invece
abbiamo imparato un mestiere e per di più dentro al San Carlo ed
è fantastico”. La consegna degli attestati è stata anche
l’occasione per siglare un nuovo protocollo tra la Fondazione
Teatro San Carlo e la Casa circondariale ‘Giuseppe
Salvia-Poggioreale’ per un nuovo ciclo di laboratori e attività
didattiche per insegnare i mestieri dello spettacolo. “Noi siamo
un teatro pubblico e quindi a mio giudizio abbiamo due doveri –
ha affermato il soprintendente del San Carlo, Stéphane Lissner –
il primo è la trasmissione musicale e il secondo è avere un
impegno sociale per difendere e aiutare tutti coloro che sono in
difficoltà e dunque anche i detenuti”. E nel progetto che
prenderà il via nel 2023 l’auspicio del direttore del
penitenziario, Carlo Berdini, è che il numero di partecipanti
possa aumentare: “E’ chiaro che rispetto alla platea di
Poggioreale i numeri dei partecipanti è ridotto, ma anche
iniziative non di largo respiro sono importanti e ancor di più
se è un ente culturale di livello internazionale come il San
Carlo ad aprire loro le porte”. (ANSA).
   

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