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Fridays For Future in 55 città italiane: “Ai governi chiediamo misure radicali"

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Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2023, 16:59:16 di Maurizio Barra

Al corteo di Roma tra i cartelli colorati e i volti dipinti di verde e col simbolo della pace ci sono anche i “palombari” di Extinction Rebellion movimento ambientalista globale con sede nel Regno Unito, a simboleggiare la sofferenza del mare provocata dall’inquinamento. Tornano così nelle piazze i giovani e giovanissimi dei Fridays For Future.  

La mobilitazione è globale, sulla scia del nuovo Global Climate Strike. La sfida per il cambiamento climatico ricomincia da una cinquantina di piazze italiane: appuntamento in cortei e sit-it organizzati, da Nord a Sud dello Stivale.

“In tutte le piazze del Mondo liberiamo la più grande forza: la nostra rabbia, che diventerà energia rinnovabile”, dicono attivisti, ambientalisti e studenti italiani. “Al governo chiediamo misure radicali per finanziare le rinnovabili”.

I cortei sono partiti intorno alle 9 da quasi tutte le città. A Milano, manifestazione da Largo Cairoli, a Napoli da Piazza Dante, a Torino da Piazza Castello, a Bologna da Piazza San Francesco, a Firenze da Piazza Santa Maria Novella. A Palermo il corteo parte da Piazza Verdi alle 16.00.

Tanti i giovani e giovanissimi che dal megafono urlano “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. Sofia e Gloria hanno 14 anni e si dicono “molto preoccupate perché stanno distruggendo il nostro futuro. La politica non si occupa di noi. Per questo è importante scendere in piazza e tenere alta l’attenzione su queste tematiche”, dicono dalla marcia romana.

L’appuntamento principale è proprio nella Capitale, dove il corteo sfila dalla mattina da Piazza Della Repubblica fino a piazza di Porta San Giovanni: migliaia i partecipanti. La manifestazione ha percorso viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, largo Brancaccio, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto.

“Con la guerra e le molteplici crisi che stiamo vivendo, le grandi aziende del fossile hanno accumulato enormi extraprofitti, mentre dilaga la povertà energetica. Ma la partita non è finita. Possiamo ribaltare la situazione e costruire l’alternativa. Comunità energetiche, trasporti capillari, servizi pubblici per città vive e accessibili. Questo sciopero darà nuova luce alla rabbia: saremo energia creativa e propositiva, renderemo concreto l’immaginario delineato dall’Agenda Climatica”.

“Al governo chiediamo misure radicali per finanziare le fonti energetiche rinnovabili. Che siano – quindi – tassati gli extra profitti delle aziende energetiche che stanno guadagnando con la crisi della guerra in Ucraina. E poi investire nelle città, che oggi sono invivibili.”

E nel trasporto pubblico e privato – dice il portavoce di FFF Alessandro Marconi, il movimento ambientalista promotore degli scioperi – per ora da tutti i partiti non abbiamo visto seri segnali. Ci aspettiamo da tutti i partiti, soprattutto da quelli che si dicono di sinistra, un cambio radicale”.

Ad aprire il corteo, il cartonato di un cane a sei zampe, simbolo di Eni, che sovrasta una montagna di banconote. E un pallone azzurro a forma di pianeta Terra. “Vogliamo smascherare le politiche di greenwashing che vediamo nelle aziende capitalistiche, che di riempiono la bocca di un’ecosostenibilità dedita al profitto”, dice Lorenzo, 16 anni, studente del liceo Gullace. 

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