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Spettacolo di luci: il timelapse dell'aurora australe in Nuova Zelanda

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2023, 03:44:16 di Maurizio Barra

Il lago Ellesmere, Te Waihora in lingua māori, è un lago costiero ampio e poco profondo nel distretto di Christchurch in Nuova Zelanda, separato dall’Oceano Pacifico da una lunga e stretta striscia di sabbia e si trova alla latitudine di -43°48″ S.

Qui il 27 febbraio, Willy Cochrane dice di aver filmato per sei ore il cielo stancandosi solo perché le nuvole continuavano a fargli “photobombing”, rovinandogli l’inquadratura. Alla fine ha condensato le immagini girate in questo spettacolare timelapse di una aurora australe.

L’aurora boreale e la sua controparte nell’emisfero meridionale sono solitamente confinate nell’Artico e in Antartide. Tuttavia in questi giorni questi ipnotici spettacoli di luce sono statI osservati con inusuale frequenza molto più a sud (nel caso dell’emisfero boreale) o a nord (nel caso di quello australe).

Le aurore sono causate da tempeste solari chiamate espulsioni di massa coronale (CME, coronal mass ejection), che emettono nello spazio gas e particelle dotate di carica elettrica. Quando queste particelle elettrificate interagiscono con i gas della nostra atmosfera, producono luci di colori diversi nel cielo. L’ossigeno emette luce verde, il colore più comune, e luce rossa, mentre l’azoto emette luce blu e viola.

Perché le aurore boreali e australi sono così attive in questo momento? Una risposta arriva dalla NASA.

I ricercatori del Solar Dynamics Observatory hanno detto di aver rilevato due brillamenti solari di classe M venerdì e sabato che hanno provocato espulsioni di massa coronale (CME), innescando la recente ondata di elevata attività geomagnetica che è all’origine delle aurore.

I brillamenti solari, eruzioni che sprigionano nello spazio energia equivalente a milioni di bombe atomiche, sono classificati in ordine crescente in base alla loro potenza secondo le classi A, B, C, M e X, dove ogni classe è dieci volte più potente della precedente.

Le CME possono disturbare la funzionalità dei satelliti e le comunicazioni sulla Terra. Martedì, secondo EarthSky, si è verificato un altro brillamento solare appena al di sotto della classe X, anche se in questo caso non c’è stata alcuna espulsione di massa coronale.

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