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Conte, il mio governo era chiaro: le "persone in mare" vanno salvate

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2023, 04:33:18 di Maurizio Barra

“Questa è una tragedia: non rispondo a chi vuole meschinamente strumentalizzarla a fini politici. Il regolamento delle Capitanerie di porto sui soccorsi in mare redatto durante il mio governo Conte 2 parla chiaro: le persone in mare vanno salvate“. Ha risposto così, all’ANSA Giuseppe Conte, interpellato sulla domanda se durante i suoi governi le regole di ingaggio per i salvataggi in mare dei migranti siano state cambiate in senso restrittivo. 

Conte è tornato sulla tragedia di Crotone: “E’ doveroso che il ministro Piantedosi dopo essere andato in commissione venga anche in Parlamento, ma è doveroso che lo faccia anche il ministro Salvini, che si sta sottraendo ancora una volta al confronto parlamentare e con gli italiani. Però, aggiungo, è doveroso che anche Meloni, siccome è lei la responsabile del governo, faccia chiarezza sulle varie responsabilità dei ministeri interessati. Non basta scrivere una letterina a Bruxelles per chiedere un nuovo sforzo congiunto. E’ la presidente del Consiglio, ha il dovere di chiarire chi e perché non è intervenuto, a tutti gli italiani”. Lo ha chiesto il presidente del M5S Conte.

Ex ammiraglio Vittorio Alessandro: “Sui soccorsi in mare c’è attività di polizia e non di comprensione dell’evento”

Una polemica sulle regole di intervento in caso di naufragi, che ora prevederebbero troppi passaggi finendo per rallentare le operazioni, è nata dopo l’intervento dell’ammiraglio Vittorio Alessandro, ex portavoce della Guardia Costiera ora in pensione, secondo cui “ormai sui soccorsi in mare c’è una attività di polizia e non di comprensione dell’evento marino”.

Trasformazioni importanti secondo l’ex ammiraglio sono state “sicuramente introdotte con i decreti Salvini, ma già dall’epoca del ministro Minniti si è aperto un fronte su questo nuovo andamento delle cose”. Vittorio Alessandro intervistato dall’Ansa si è scagliato contro la serie di “filtri politici posti prima dei soccorsi“, filtri che hanno cambiato il sistema dei salvataggi in mare attribuendo “un ruolo più penetrante al Viminale sulla dinamica dei soccorsi e facendo prevalere il controllo del mare e quello anti-immigrazione”, sul principio di precauzione che prevaleva prima, secondo cui bastava avere notizie di un’imbarcazione che navigava in situazioni che potevano essere esposte a rischi e si interveniva con le motovedette della Guardia Costiera. 

La tragedia di domenica notte, in altri tempi secondo l’ex ammiraglio, si sarebbe evitata: “Chiunque abbia un po’ di conoscenza del mare – risponde – sa che man mano che ci si avvicina verso la costa, sempre a parità di forza del mare, le condizioni comunque peggiorano, perché le onde sono più alte, ci sono ostacoli costieri ed è difficile mantenere il controllo dell’imbarcazione. In altri tempi quella barca sarebbe stata intercettata e raggiunta dalle motovedette per il salvataggio. Il problema è di carattere politico e l’andazzo che si sta producendo rischia di produrre altre simili tragedie”.

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