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Il fronte tra le sponde del fiume Dniepr

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Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2023, 04:51:15 di Maurizio Barra

Ogni giorno, un piccolo gruppo di volontari originari di Kherson decide di rischiare la vita pur di portare cibo e beni di prima necessità a chi ne ha bisogno.

Scorte che arrivano da tutta Europa (Italia compresa, con abbondanti confezioni di pasta che vediamo spuntare nei sacchetti destinati a ogni singola famiglia).

La consegna avviene casa per casa, raggiungendo i villaggi più esposti ai bombardamenti che ogni giorno arrivano dalla sponda sud del fiume Dniepr, che divide in due la regione di Kherson.

Questa gente vive senza elettricità e gas, e con una fornitura di acqua una volta a settimana, con autocisterne.

I volontari consegnano gli aiuti il più rapidamente possibile per evitare di essere individuati dai droni di ricognizione e dai cecchini, e in più occasioni, convogli umanitari di questo tipo sono stati attaccati dai russi appostati sull’altra riva.

In un villaggio, ci imbattiamo anche in un asilo colpito soltanto il giorno prima da un razzo nemico. La struttura, racconta un testimone, veniva usata come bunker dalla comunità e non ci sono state vittime soltanto perché l’attacco è avvenuto di pomeriggio e nessuno si trovava all’interno.
 

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