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Il ricorso della Juve: accusa infondata e fuori dal procedimento

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2023, 04:37:18 di Maurizio Barra

Il documento di 99 pagine, visionato dall’Ansa, presentato dalla Juventus al Collegio di garanzia dello Sport contro la sentenza della Corte d’appello federale della Figc sulle plusvalenze fittizie, è centrato su 9 punti fondamentali. Uno dei più importanti riguarda l’accusa di “alterazione del risultato sportivo”, che sarebbe “infondata e palesemente estranea ai capi di incolpazione”.

Il club sottolinea, inoltre, che la condanna si lega a una “infrazione mai contestata” e la valuta infondata perché “le plusvalenze da operazioni cosiddette incrociate comportamento un beneficio di tipo meramente finanziario ma non producono alcuna liquidità, utilizzabile ad esempio in una campagna acquisti”. Inoltre, si legge nel ricorso presentato: “La corte federale di appello ha utilizzato elementi probatori dell’inchiesta penale per creare in realtà un fatto illecito nuovo a carico dei deferiti”, violando il giusto processo e il diritto di difesa. 

Secondo la Juve, appare “contraddittorio e immotivato” anche il proscioglimento delle altre società coinvolte nelle presunte “plusvalenze fittizie”, a fronte alla condanna della stessa società bianconera.

A fine febbraio, la Juventus ha fatto ricorso contro la penalizzazione di 15 punti in campionato per il caso plusvalenze. L’istanza era stata presentata di fronte al Collegio di garanzia dello sport, dopo che lo scorso 20 gennaio la società bianconera era stata sanzionata dalla corte d’appello della Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc). Il Coni ha comunicato in modo ufficiale di avere ricevuto il ricorso della Juventus. I vertici societari della Vecchia Signora chiedono al Collegio di garanzia di annullare la penalizzazione, argomentando che l’assoluzione dell’aprile scorso non può essere rovesciata in una condanna, in quanto nel frattempo non si sarebbero verificati dei “fatti nuovi”. Sempre per la Juventus infatti gli atti di indagine della procura di Torino non sarebbero delle effettive novità.

Le altre motivazioni del ricorso

Gli avvocati della società bianconera basano inoltre il loro ricorso sulla violazione dei principi del contraddittorio, del giusto processo e del diritto alla difesa nel procedimento di fronte alla Figc che ha portato alla condanna. I difensori mettono in discussione lo stesso concetto di plusvalenze, in quanto all’epoca dei fatti contestati questo principio non sarebbe stato applicato al calcio, e del resto secondo gli stessi legali non sarebbe possibile accertare o misurare in modo certo le plusvalenze stesse. La Juventus chiede inoltre di annullare la decisione della Corte d’appello federale in quanto mancherebbe la motivazione sulla quantificazione delle sanzioni irrogate.

Anche Agnelli e Paratici impugnano le condanne

Il Collegio di garanzia ha ricevuto, oltre a quello della società della Juventus, anche i ricorsi dell’ex presidente Andrea Agnelli e dell’ex direttore sportivo Fabio Paratici. A ufficializzarlo è sempre il Coni. Nell’ambito dell’inchiesta sulle plusvalenze, la Corte d’appello della Figc aveva condannato Agnelli a 24 mesi di inibizione e Paratici a 30. Le motivazioni a sostegno dei ricorsi ricalcano quelle presentate dal club bianconero contro la penalizzazione di 15 punti in classifica.

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