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Tlc: ore decisive per Netco, la società che controlla la rete fissa di Tim

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Ultimo aggiornamento 5 Marzo, 2023, 18:36:17 di Maurizio Barra

Riflettori tutti puntati oggi su Cassa Depositi e Prestiti. Cresce l’attesa per le mosse che il cda dell’istituto di Via Goito deciderà nella riunione di oggi sul dossier della rete di Tim. Cdp (Cassa depositi e prestiti) è al lavoro per affinare un’offerta per Netco, la società che controlla la rete fissa di Tim, su cui pende l’offerta non vincolante del fondo statunitense Kkr presentata lo scorso 2 febbraio e in proroga sino al 24 marzo prossimo. Oggi è in programma un consiglio di amministrazione straordinario di Casa Depositi e prestiti, controllata dallo Stato, che possiede quasi il 10% di Telecom Italia e detiene una partecipazione di maggioranza nella rivale più piccola Open Fiber.

L’ipotesi di offerta su Netco riguarda Cdp e Macquarie, che da oltre due anni sono i due soci di Open Fiber, operativa dal 2015 nella posa della fibra ottica in Italia. Le indiscrezioni si sono susseguite in questi giorni, parlando di Cdp che sarebbe vicina a presentare un’offerta per la rete fissa di Telecom Italia dopo aver ottenuto un’approvazione preliminare da parte del governo che vuole una rete nazionale.

L’offerta di Cassa Depositi e Prestiti e dell’australiana Macquarie  – riferiva Bloomberg nelle scorse ore, prima della notizia del cda straordinario di Cdp – potrebbe essere annunciata questo mese”. Anche se precisava l’agenzia di stampa “non è stata presa una decisione finale”.

Un contesto in cui sempre in campo resta l’offerta del fondo Usa KKR che detiene una quota di minoranza in FiberCop (la rete secondaria di Tim ). Nel 2021 Telecom aveva rifiutato un’offerta della società statunitense per l’acquisto dell’intera attività per 10,8 miliardi di euro. Tim, dopo che è sfumata invece la possibilità di un’offerta congiunta tra Cdp e Kkr, si troverà quindi due offerte alternative per l’acquisto della sua rete. In gioco i valori economici delle due offerte, ma anche gli impatti sociali e occupazionali.

In tutta questa partita c’è poi il capitolo Vivendi, primo azionista di Tim, che ha valutato e indicato di 31 miliardi il valore della rete. Sopra a quello indicato da Kkr che i rumors hanno ipotizzato essere sui 20 miliardi, cifra ipotizzata anche per le stime di Cdp/Macquarie, seppur con dei distinguo.

Il dossier della rete di Tim registra dunque in queste ore un altro passaggio nella direzione che potrebbe condurre alla dismissione di un asset strategico, per l’ex colosso delle tlc come per l’interesse nazionale.

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