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Banfi, avevo debiti con gli usurai, mi salvò mia moglie

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Ultimo aggiornamento 7 Marzo, 2023, 09:26:21 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 06 MAR – Lino Banfi a “Non stop news” su Rtl
102.5 torna a parlare dopo la morte di sua moglie Lucia,
scomparsa il 22 febbraio scorso. Il 1° marzo la coppia avrebbe
festeggiato 61 anni di matrimonio. “Faccio l’esempio di una
foto: se la strappi puoi unirla con qualsiasi tipo di colla, ma
resta staccata. Più tardi succede e più pensi al tempo che hai
trascorso con lei”, spiega l’attore.
   
Banfi poi racconta come la moglie lo salvò dagli usurai:
“Capii che il mestiere era duro, fare l’attore con il cabaret
era praticamente impossibile. Mandavo, lo ricordo bene, ogni
mese i soldi a mia moglie e a nostra figlia. I soldi non
bastavano mai. Avevo molti debiti con i cravattari (ovvero gli
usurai, ndr), venivano a prendersi qualsiasi cosa per saldare le
rate. Dovevo rimanere a Roma a tutti i costi e allora mi resi
conto che non potevo fare questo lavoro. Andai sulla Tiburtina
per dare fuoco al baule con tutti gli abiti di scena, i
manifesti, le fotografie e l’armamentario dell’avanspettacolo”,
ricorda. E ancora: “Andai a parlare con un senatore della
Democrazia Cristiana, amico di mio padre, che mi avrebbe
aiutato. Mi promise un posto come usciere in una banca. Tornai a
casa e raccontai tutto a mia moglie, non dormimmo di notte. Lei
mi guardò e mi disse: “Perché devo avere accanto un marito
triste?” Mia moglie non ha mai pensato al posto fisso: voleva un
marito felice. Presi coraggio e ricominciai a fare cabaret. Devo
tutto a lei”, conclude.
   
Banfi poi ricorda Un medico in famiglia: “Può darsi che
facciano due o tre puntate, ne ho parlato con la produttrice. Si
tratta di un bel ricordo di questa fiction”. (ANSA).
   

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