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Georgia, la legge sugli "agenti stranieri" scatena la protesta, scontri a Tbilisi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Marzo, 2023, 08:13:44 di Maurizio Barra

Migliaia di persone hanno protestato con rabbia davanti al Parlamento di Tbilisi, in Georgia, contro il disegno di legge sugli “agenti stranieri”, approvato ieri sera in prima lettura. 

La polizia georgiana ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla. Momenti di forte tensione si sono registrati quando alcune persone hanno tentato di fare irruzione nel cortile del palazzo sfondando le barriere di sicurezza. Alcuni dei manifestanti scesi in piazza sventolavano la bandiera dell’Unione europea e degli Stati Uniti e gridavano: “No alla legge russa”. Tra questi una donna – ripresa in un video drammatico – che con la bandiera in una mano e la borsa in un’altra, resisteva ai getti degli idranti. Secondo i media – nel corso degli scontri – si sono registrati diversi feriti e arresti, tra cui alcuni giornalisti. 

Il provvedimento – che secondo gli attivisti per i diritti umani rappresenterebbe una svolta autoritaria del Paese – richiede a tutte le Ong che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall’estero di registrarsi come “agenti stranieri”, pena multe salate. I detrattori dell’iniziativa la paragonano alla legge russa del 2012, che da allora viene usata da Mosca per reprimere il dissenso. 

Il primo ministro georgiano, Giorgi Garibashvili, ha ribadito il sostegno alla proposta di legge, affermando che le disposizioni sugli agenti stranieri soddisfano “gli standard europei e globali”. “Il futuro del nostro Paese non appartiene e non apparterrà ad agenti stranieri”, ha ammonito. La presidente Salome Zourabichvili si è invece dichiarata contraria annunciando che porrà il veto al disegno di legge: a suo dire, si tratta di un’iniziativa che metterebbe in pericolo le speranze della Georgia di entrare nell’Unione europea.

Più di 60 organizzazioni della società civile e organi di stampa hanno affermato che non rispetteranno la legge. Negli ultimi anni il governo della Georgia ha affrontato le critiche degli osservatori, che affermano che il Paese sta andando verso l’autoritarismo. A giugno, l’Ue ha rifiutato di concedere alla Georgia lo status di candidato insieme a Moldavia e Ucraina, per via dello stallo nelle riforme politiche e giudiziarie. 

 

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