Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2023, 01:18:29 di Maurizio Barra
(ANSA) – ROMA, 08 MAR – Luciano Berio e la multimedialità, il
compositore tra tecnologia e sperimentazione audiovisiva. E’ il
tema della giornata di studi in programma all’Auditorium Parco
della Musica Ennio Morricone l’ 11 marzo. L’incontro, che sarà
aperto dal Sovrintendente dell’ Accademia Nazionale di Santa
Cecilia Michele dall’ Ongaro e da Talia Pecker Berio, si
articola in due sessioni con una tavola rotonda finale. La
giornata di studi, trasmessa anche in streaming, avrà una
anticipazione il giorno precedente alle 17.30 nel Foyer del
Teatro Palladium con l’incontro, ”C’è ricerca e ricerca…:
intorno a C’è Musica & Musica di Luciano Berio”, mentre alle 20
si svolgerà l’incontro Lo sguardo in ascolto. Approcci
multimediali alla produzione di Berio
L’ampliamento dei confini del linguaggio musicale mediante
l’interazione tra vecchi e nuovi media e l’allargamento dei
mezzi di trasmissione del messaggio sonoro hanno rappresentato
una sfida incessante nella carriera di Luciano Berio
(1925-2003). Il suo incontro con i nuovi media risale alla prima
metà degli anni Cinquanta e approda a una prima importante tappa
con la fondazione, insieme a Bruno Maderna, dello Studio di
Fonologia Musicale di Milano della Rai. In questo Studio, Berio
sperimenta nuove forme di interazione tra musica strumentale,
vocale ed elettronica. Negli anni Settanta, Berio si cimenta con
il mezzo multimediale per eccellenza, la televisione. Il ciclo
di trasmissioni C’è musica e musica, andato in onda per la prima
volta in Rai nel 1972, si pone come un unicum nel panorama
televisivo dell’epoca e fa della TV uno strumento di alta
divulgazione della cultura musicale internazionale, destinato ad
ampliare gli orizzonti sonori e le conoscenze dei telespettatori
italiani. Ancora più avanguardistica è la relazione tra musica e
immagine raggiunta nel settore dei video d’arte o industriali;
in alcune collaborazioni con Bruno Munari; nella realizzazione
delle musiche per alcuni documentari prodotti dalla ditta
Olivetti tra il 1960 e il 1962; o, ancora, in progetti visionari
come La Voix des voies, “diaporama sonoro” installato presso
l’IRCAM di Parigi nel 1977. (ANSA).
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