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Hervé Guibert apre la nuova stagione espositiva del Macro

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Ultimo aggiornamento 10 Marzo, 2023, 20:49:28 di Maurizio Barra

di Ida Bini
(ANSA) – ROMA, 10 MAR – Hervé Guibert: This and More è la
prima delle mostre in programma nel Museo di Arte Contemporanea
Macro di Roma per la stagione espositiva di primavera-estate.
   
Promossa da Roma Culture e da Azienda Speciale Palaexpo e aperta
al pubblico fino al 21 maggio, l’esposizione raccoglie nella
sezione Aritmici una selezione di fotografie dello scrittore,
giornalista e artista francese Hervé Guibert. Le opere esposte
si allontanano dai soliti ritratti fotografici dell’artista
francese e si concentrano piuttosto sull’esplorazione e sulla
cattura dell’assenza dell’elemento umano; la mostra infatti
ospita fotografie che non contengono volti ma oggetti inanimati
e spazi domestici carichi di ricordi e di emozioni, dove la
presenza umana è solo fuori campo. “Una buona fotografia –
diceva Guibert – non è necessariamente quella che rende visibile
una persona o un luogo, ma quella che è fedele alla memoria
della mia emozione”.
   
Le fotografie esposte, intime e riservate, offrono un approccio
al ritratto in cui ciò che conta è quello che manca
nell’immagine: gli spazi interni, carichi di sentimenti,
invitano a immaginare le persone che li hanno vissuti e abitati.
   
La mostra, dunque, mette in evidenza tutto ciò che è soggettivo
e invisibile in una fotografia, in cui si stratificano ricordi,
aneddoti e assenze. Il progetto espositivo è curato da Anthony
Huberman e realizzato in collaborazione con il CCA Wattis
Institute for Contemporary Arts di San Francisco, da dove arriva
la mostra, e con il KW Institute for Contemporary Art di
Berlino, dove si sposterà dal 9 giugno al 20 agosto. Hervé
Guibert: This and More è aperta al pubblico da martedì a
venerdì, dalle 12 alle 19; sabato e domenica, dalle 10 alle 19.
   
L’ingresso è gratuito.
   
La stagione espositiva del Macro prosegue con altre mostre
che dal 17 marzo al 27 agosto creeranno un nuovo percorso
multidisciplinare tra le diverse sezioni del museo: Aritmici,
Polifonia, Studio bibliografico, Musica da Camera In-Design e
Retrofuturo. Si parte con la mostra After The Light che
raccoglie disegni, acquerelli, tele e alcuni esperimenti
scultorei di Jochen Klein, opere esposte con quelle di altri
artisti che il pittore ha incontrato nel suo percorso: Julie
Ault, Thomas Eggerer, Ull Hohn, Amelie von Wulffen e Wolfgang
Tillmans che è anche co-curatore della mostra assieme a Luca Lo
Pinto, direttore del Macro. La mostra What why WET? presenterà
la storia editoriale di “WET: The Magazine of Gourmet Bathing”,
rivista fondata nel 1976 a Venice dall’artista, editore e
scrittore Leonard Koren. Beethoven Was a Lesbian è la mostra
dedicata alla ricerca musicale della compositrice e teorica
Pauline Oliveros con pubblicazioni e registrazioni sonore che
ripercorrono l’intera carriera di Oliveros, dai suoi primi
lavori di improvvisazione a quelli successivi che usano anche
dispositivi tecnologici. Tempus Fugit è la mostra ideata da
Studio Temp che unisce riflessioni sul ritmo lavorativo, sulla
cultura urbana con riferimenti visivi della provincia italiana.
   
Saranno inoltre presentate le opere di tre nuovi giovani artisti
italiani – Monia Ben Hamouda, Beatrice Celli e Diego Gualandris
– per la sezione Retrofuturo, che sta dando forma a una
collezione dedicata alla nuova generazione artistica italiana.
   
(ANSA).
   

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