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Freddy, il ciclone dei record, si abbatte di nuovo sul Mozambico e in Malawi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Marzo, 2023, 21:41:28 di Maurizio Barra

Implacabile Freddy, il ciclone che dalla notte di sabato scorso si sta abbattendo, per la seconda volta, sull’Africa meridionale, ha già ucciso oltre 60 persone in Malawi e Mozambico. Lo confermano le autorità di entrambi i Paesi e la Croce Rossa che sta dando aiuto nelle operazioni di ricerca e salvataggio. Numerosi i feriti e i dispersi. Particolarmente colpita la citta di Blantyre. 

Da sabato, quando “Freddy” ha toccato terra per la seconda volta dalla fine di febbraio, le autorità del Mozambico hanno confermato la morte di cinque persone.

E tra le vittime in Malawi ci sono cinque persone appartenenti a un unico nucleo familiare rimaste sotto le macerie della loro casa spazzata via dal forte vento e dalla pioggia. “Temiamo che la cifra aumenti”, ha dichiarato all’AP il portavoce della polizia del Malawi, Peter Kalaya.

Il ciclone ha colpito anche Madagascar e Réunion mentre attraversava l’oceano.

“Freddy” si è sviluppato vicino all’Australia all’inizio di febbraio e ha attraversato tutto l’Oceano Indiano meridionale. Il 19 febbraio, dopo aver percorso 8.800 chilometri ha raggiunto il Madagascar.

Il 24 febbraio è arrivato per la prima volta in Mozambico dove è tornato a colpire per la seconda volta, con venti fino a 200 chilometri orari, l’11 marzo, toccando terra nel porto di Quelimane dove sono stati segnalati danni a case e terreni agricoli, case scoperchiate e alberi abbattuti.

In un mese il ciclone tropicale ha registrato ben sette rapide intensificazioni e la più alta energia accumulata da un ciclone, ACE (Accumulated Cyclone Energy), l’indice che misura la quantità di energia rilasciata da un ciclone nel tempo. Nel suo tragitto ha sprigionato più energia di un’intera stagione di uragani americani.

“Freddy” è destinato a diventare il ciclone tropicale più duraturo mai registrato. L’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite ha convocato un gruppo di esperti per stabilire se ha superato il record di 31 giorni stabilito dall’uragano “John” nel 1994.

Lunedì il centro regionale di monitoraggio dei cicloni tropicali dell’agenzia meteorologica francese Météo-France a Réunion ha lanciato l’allerta: “Le piogge più intense continueranno nelle prossime 48 ore” e particolarmente a rischio sono le province centrali dei due Paesi, particolarmente vulnerabili a “inondazioni e frane nelle aree montuose”.

Gran parte dei danni subiti in Malawi riguardano abitazioni costruite in aree vietate dalla legge, sui versanti montuosi o in prossimità di fiumi, dove si stanno verificando frane, fiumi che rompono gli argini E inondazioni senza precedenti.

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