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La madre di Leonardo da Vinci era una principessa dei Circassi diventata schiava

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Marzo, 2023, 16:09:14 di Maurizio Barra

Si chiamava Caterina la madre di Leonardo  da Vinci, ce lo rivela un documento scoperto nell’ Archivio di Stato di Firenze  che rivela che la donna era una principessa dei Circassi, figlia del principe Yakob, che governò uno dei regni sugli altopiani delle montagne  settentrionali del Caucaso: dopo essere stata rapita, probabilmente  dai tartari, fu fatta schiava e rivenduta ai veneziani. Il professore Carlo Vecce, filologo e storico del  Rinascimento, docente all’Università di Napoli “L’Orientale” rivela I dettagli sulla nuova identità della mamma del genio del  Rinascimento, che quindi sarebbe stato italiano solo per metà. L’annuncio della scoperta, che potrebbe mettere una parola definitiva  sull’identità della donna che partorì Leonardo, è stato dato questa mattina a Firenze, nella sede di Giunti Editore. 

Antonio Franchini, direttore  editoriale di Giunti Editore, ha commentato: “Siamo di fronte a una  scoperta storica di rivoluzionaria importanza”. Un giudizio che è  stato condiviso subito dallo storico Paolo Galluzzi, accademico dei  Lincei. Inoltre, il professor Vecce ha presentato in anteprima alla stampa internazionale il suo primo  romanzo, “Il sorriso di Caterina. La madre di Leonardo”. ”E’ una  docu-fiction basata su una storia vera, dove i nomi dei personaggi  citati sono quelli veri, rinvenuti nei manoscritti che ho  consultato”. Nell’Archivio di Firenze, a firma del padre di Leonardo, Piero da Vinci, notaio del contado fiorentino, il professore Vecce ha  portato alla luce l’atto di liberazione di Caterina “filia Jacobi eius schiava seu serva de partibus Circassie”. L’atto datato 2 novembre 1452, circa sei mesi dopo la nascita di Leonardo, su istanza  della proprietaria della schiava, una certa Ginevra d’Antonio Redditi, moglie di Donato di Filippo di Salvestro Nati

Leonardo fu il primogenito di Piero ma non di Caterina, perchè, ha  spiegato Vecce sulla base dei documenti dell’Archivio di Stato di  Firenze, come le “Ricordanze” del letterato umanista Francesco di  Matteo Castellani, risulta che nel 1450 era stata già “ingravidata” risultando infatti una balia che allattava. Vecce ipotizza anche che  il notaio Piero fece l’amore con Caterina in Palazzo Castellani, oggi  sede del Museo Galileo, sui lungarni fiorentini. Secondo la ricostruzione di Carlo Vecce, il viaggio dalle montagne del Caucaso portò Caterina con le catene alle mani fino ad Azov, l’antica Tana, alla foce del fiume Don, da cui poi fu  trasportata, attraverso il Mar Nero, nel 1439 a Costantinopoli: qui  passò in mano a mercanti veneziani, che la trasferirono nella laguna  di Venezia l’anno dopo, mentre nel 1442 giunse a Firenze intorno a 15 anni, dove fu serva e balia in casa di Ginevra. Fu qui che Caterina  conobbe Piero da Vinci, il notaio con cui concepì il figlio  illegittimo nato il 15 aprile 1452, ad Anchiano, piccolo borgo del comune di Vinci.

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