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Per Credit Suisse arrivano 54 miliardi di dollari dalla Banca centrale

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Ultimo aggiornamento 16 Marzo, 2023, 10:00:51 di Maurizio Barra

Dichiarazioni di Saudi National Bank (Snb), un colpo al cuore per investitori già preoccupati

 

Le dichiarazioni dell’azionista arabo hanno colpito al cuore investitori che erano già preoccupati per il rischio di contagio a seguito del fallimento della banca statunitense SVB. “Sembra che ci siano sempre più investitori preoccupati”, ha detto a proposito l’analista di Finalto Neil Wilson commentando le tensioni sui mercati. Ma se il Credit Suisse dovesse affrontare “problemi esistenziali”, allora “ci troveremmo di fronte a qualcosa di tutta un’altra dimensione. È davvero troppo importante per lasciarla andare”, ha affermato. A differenza di SVB, Credit Suisse è una delle 30 banche al mondo considerate troppo grandi per fallire, il che le impone regole più severe per poter resistere allo shock in caso di difficoltà.

Per l’analista Jérémie Boudinet, Head of Investment Grade Credit, La Française AM, Credit Suisse è uno dei pochi istituti di credito realmente a rischio di contagio dopo il fallimento di SVB, proprio per le sue fragilità ormai non più recenti: “Il prezzo delle sue azioni è ai minimi storici e dall’inizio del 2022 ha lasciato sul terreno circa il 70% del suo valore”, ha scritto in una nota l’esperto, aggiungendo poi che “i prossimi mesi saranno, quindi, fondamentali per Credit Suisse, la cui necessità primaria è quella di stabilizzare la sua base di depositi, anche a costo della redditività, già fortemente compromessa. È ipotizzabile si possa arrivare ad una divisione delle attività della Banca con conseguente cessione di alcune di esse come ad esempio la vendita parziale o totale delle attività di Investment Banking e il mantenimento, invece, del ramo retail svizzero così come parte dell’attività di Wealth Management globale. Tuttavia riteniamo questa ipotesi vincolata alla capacità della Banca di contrastare i deflussi di denaro nel breve e medio termine”.

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