Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Meloni in Parlamento: "Prima del diritto a emigrare c'è quello a non essere costretti a farlo"

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2023, 23:04:35 di Maurizio Barra

Dalle questioni migratorie alle politiche energetiche. Dall’invio di armi all’Ucraina ai temi economici. Le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Senato, in vista del prossimo Consiglio europeo dei prossimi 23 e 24 marzo, abbracciano tutti i temi dell’agenda politica di queste settimane. E la premier li tocca uno per uno in un discorso di ampio respiro, più volte interrotta dagli applausi e nel silenzio delle opposizioni, che la ascoltano attente. “L’Italia ha tutte le carte in regola per recitare in Europa un ruolo da protagonista e non da comprimario” scandisce il capo del governo, attorniata dai ministri e con accanto i ministri Urso e Fitto. “Il prossimo Consiglio, il terzo per questo governo, ha nella sua agenda sfide prioritarie per l’Ue, Ucraina, migrazioni, energia. In questa fase complessa, l’Ue è chiamata al compito più arduo degli ultimi decenni: assicurare la sicurezza, proteggere il tessuto economico, predisporre a cambiamenti radicali che potrebbero profilarsi nei nuovi equilibri globali” dichiara Meloni nell’aula di Palazzo Madama.

 

Migranti: “Prima del diritto a emigrare c’è quello a non emigrare”

“Non vogliamo più piangere innocenti nel Mediterraneo, che la selezione la facciano gli scafisti e i mafiosi: l’immigrazione di massa danneggia chi ha diritto alla protezione internazionale e non trova aiuto perchè le quote sono coperte da chi arriva illegalmente. Su questo sono certa di avere con me la maggioranza degli italiani”: sul tema migranti, la premier ribadisce concetti più volte espressi dalla tragedia di Cutro dello scorso 26 febbraio. E proprio sul tragico naufragio avvenuto sulle coste calabresi, Giorgia Meloni ricorda che “all’indomani della disgrazia, ho scritto al presidente della Commissione europea, al presidente del Consiglio europeo e al Consiglio Ue. Per ribadire che non possiamo attendere oltre. Non possiamo aspettare inermi il prossimo naufragio, pericolo insito per viaggi organizzati da scafisti senza scrupoli. Le frontiere dell’Italia sono le frontiere dell’Europa” ricorda anche la presidente del Consiglio.

Poi, scandisce quella che si conferma come la frase più forte e più facilmente ricordata di tutto il suo intervento: “Lo voglio ribadire: prima di ogni ipotetico diritto a emigrare, ogni essere umano ha il diritto a non essere costretto a migrare in cerca di una vita migliore. È esattamente l’aspetto che Europa e Occidente in questi anni hanno colpevolmente trascurato”.

Giorgia Meloni elenca le priorità del suo esecutivo sulla delicata materia: “Vogliamo contrastare con forza il traffico di esseri umani: fermare le partenze, collaborare con i Paesi di origine, aumentare i rimpatri, dedicare risorse adeguate a questi obiettivi. Queste sono le priorità nostre e che portiamo davanti ai leader europei. Serve rafforzare la collaborazione di origine e di transito con risorse adeguate”. Sottolineando che “ci sono stati investimenti in Turchia”, il capo del governo chiede che ci sia “pari attenzione per i flussi dal Mediterraneo”.

Ribaltando la prospettiva tra “movimenti primari” e “secondari”, su cui “l’Italia è stata rimproverata di non fare abbastanza” per ostacolarli, Meloni ricorda che al precedente Consiglio Ue “abbiamo lavorato per ribaltare questa prospettiva”, fermando “le partenze irregolari”.

Poi, un richiamo all’unità, per il bene generale dell’Italia (sull’onda di un lungo applauso dai banchi della maggioranza): “La battaglia politica, per chi ha idee credibili, si può efficacemente condurre senza dipingere l’avversario come un mostro. C’è un limite da non superare, oltre al quale, per colpire l’avversario, si mette in cattiva luce la nazione intera, gettando ombre sugli uomini e le donne della nostra Guardia costiera, delle forze dell’ordine che invece dobbiamo ringraziare perché da sola l’Italia si sta caricando di responsabilità che dovrebbero essere condivise da altri. E addirittura si finisce per danneggiare la posizione dell’Italia sui tavoli negoziali”. Infine, l’appello alle opposizioni: “Criticate ferocemente il governo, me, le scelte che facciamo, i provvedimenti, le nostre eventuali mancanze. Ma vi prego, fermatevi un secondo prima di danneggiare l’Italia, perché questo fa la differenza”.

Giorgia Meloni dopo il suo intervento ansa

Giorgia Meloni dopo il suo intervento

Ucraina: “Conferenza sulla ricostruzione a Roma il 26 aprile”

Passando al tema della guerra in Ucraina e del sostegno militare a Kiev, la presidente del Consiglio si sofferma sulla ricostruzione, “tema centrale, su cui l’Italia è pronta a dare il suo contributo. Su questo obiettivo lavoriamo anche con la Conferenza sulla ricostruzione che ospiteremo a Roma il 26 aprile”. Ricordando che “le pressioni su Mosca sono fondamentali, per assicurare il rispetto del diritto internazionale”, la premier indica come passaggio obbligato un “percorso negoziale per il raggiungimento di una pace giusta, condizioni che finora non sono maturate ma che ancora perseguiamo con tenacia ogni giorno”.

Il capo del governo dice senza mezzi termini che, “abituata a difendere l’interesse nazionale”, si assume la responsabilità di “aumentare gli stanziamenti in spese militari” ma “mettendoci la faccia” e non “di soppiatto”, “come hanno fatto i governi precedenti”. Infine, un richiamo all’accordo “sull’export di grano nel Mar Nero, che è appena stato rinnovato”: Giorgia Meloni dice che “lo sosteniamo”, poiché “l’aggressione russa ha avuto anche ripercussioni sulla sicurezza alimentare, contribuendo alla fragilità dello scacchiere africano e mediterraneo”.

 

Economia: “Siamo contrari al regolamento Ue sulle emissioni e sull’efficientamento degli edifici”

“Una crescita economica stabile e duratura è l’unica vera garanzia di sostenibilità del debito pubblico”, ricorda poi la premier, passando ai temi dell’economia, della stabilità finanziaria e della crescita. “Entro il 2023 – prosegue poi la presidente del Consiglio – bisogna arrivare a nuove regole sul patto di stabilità, sulla base di principi realistici dopo la pandemia di Covid: serve più equilibrio tra stabilità e crescita. In passato c’è stata molta più attenzione alla stabilità, ora abbiamo più bisogno di attenzione alla crescita. È la nostra priorità. Le nuove regole devono sostenere investimenti pubblici. Il tempo dell’austerità è finito” dichiara Meloni, in un vero e proprio programma sintetico di politica economica.

“Il Consiglio europeo affronterà nuovamente il tema della sicurezza energetica, con l’obiettivo principale di valutare l’efficacia delle misure intraprese finora e di verificare lo stato di preparazione in vista del prossimo inverno” aggiunge il capo del governo, fissando però nero su bianco che “ci opponiamo a proposte come il regolamento delle emissioni di Co2 per le auto e a quella di efficientamento degli edifici: rischiano di esporci a nuove dipendenze strategiche”. E anche questo passaggio viene sottolineato dagli applausi dei partiti di maggioranza.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.