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Ue, nuove regole per le vere etichette 'eco' e 'bio'. Stretta e multe su false dichiarazioni 'green'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2023, 16:05:36 di Maurizio Barra

Nuove regole in arrivo dalla Commissione europea in tema di alimenti biologici ed ecosostenibili.

Si tratta del piano contro il greenwashing: le aziende europee saranno chiamate a offrire prove scientifiche ampiamente riconosciute per garantire che le etichette ‘eco’, ‘bio’, o a ‘ridotta impronta climatica’ sui loro prodotti siano veritiere, affidabili, e comparabili in tutta l’Ue.

Contro le dichiarazioni infondate gli Stati membri potranno comminare sanzioni amministrative “deterrenti”, incluse le multe. Le nuove regole comuni sono contenute nella direttiva ‘Green Claims’ presentata oggi da Bruxelles.   L’obiettivo è tutelare i consumatori e gli operatori economici impegnati ad accelerare la transizione verde.

L’ esecutivo europeo denuncia che il 53,3% delle dichiarazioni ‘verdi’ sui prodotti fatte dalle aziende esaminate nell’Unione europea è risultato vago, fuorviante o infondato e quasi il 40% privo di fondamento. L’azione di contrasto si concentra nel dettaglio sulle etichette che riportano le diciture ‘ecologico’, ‘climate neutral’, ‘carbon neutral’, oppure ‘100% CO2 compensato’, ‘biodegradabile’, ‘compostabile’, ‘bio-based’. O ancora nelle etichette che riportano: ‘maglietta realizzata con bottiglie di plastica riciclata’, ‘realizzato con compensazione di CO2’, ‘imballo realizzato con il 30% di plastica riciclata’ o ‘crema solare rispettosa dell’oceano’. Sono invece escluse le indicazioni come l’Eco label già coperte dalle norme Ue o il logo degli alimenti biologici.   

Le dichiarazioni o le etichette che utilizzano un punteggio aggregato dell’impatto ambientale complessivo del prodotto non saranno più consentite e, davanti alla continua proliferazione di etichette ambientali – Bruxelles stima che oggi ve ne siano almeno 230 -, non saranno permessi nuovi sistemi di etichettatura pubblici, a meno che non siano sviluppati a livello dell’Ue. 

Qualsiasi nuovo sistema privato dovrà comunque “mostrare ambizioni ambientali più elevate rispetto a quelle esistenti e ottenere una pre-approvazione per essere autorizzato”. I Paesi membri dovranno garantire l’applicazione delle nuove norme con un sistema di controlli e introdurre sanzioni “efficaci, proporzionate e dissuasive” per chi non le rispetterà, con importi stabiliti a seconda della “natura e gravità della violazione”.

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