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In ospedale dissidente russa di 32 anni: è stata avvelenata con metalli pesanti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Marzo, 2023, 06:27:56 di Maurizio Barra

La dissidente politica russa, Elvira Vikhareva, 32 anni, è stata avvelenata con sali di metalli pesanti. Lo sostiene il sito indipendente Meduza, citando l’agenzia Sota, che ha avuto accesso agli esiti dei test di Vikhareva. Nel sangue della giovane politica è stato trovato il bicromato di potassio, una sostanza cancerogena altamente tossica. La stessa Vikhareva aveva dichiarato all’agenzia che i primi sintomi di avvelenamento si erano manifestati tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, per poi riproporsi all’inizio di febbraio. La donna aveva poi accusato forti dolori allo stomaco, aumento della frequenza cardiaca e intorpidimento degli arti. Altri sintomi, convulsioni e svenimenti, oltre alla caduta dei capelli.

Il sito Meduza ha evidenziato che Vikhareva non ha mostrato il suo volto nelle interviste in live streaming negli ultimi mesi. Secondo quanto riferito, ciò è dovuto al fatto che gli effetti dell’avvelenamento hanno avuto un impatto notevole sul suo aspetto. 

Originaria di Irkutsk, in Siberia, Vikhareva ha lavorato per un periodo in tv e si è laureata in giornalismo. Poi è arrivata la lotta politica, alla quale si è avvicinata nemmeno ventenne durante le proteste contro le frodi elettorali del 2011. Nel 2019 era ancora in piazza contro l’esclusione di decine di candidati dalle elezioni. Nel 2021, Vikhareva era candidata alle elezioni alla Duma a Mosca ma non ha ottenuto il seggio. Nel 2022 voleva candidarsi al consiglio comunale nel suo distretto di Mosca, ma un tribunale glielo ha impedito, adducendo irregolarità nei suoi documenti di registrazione.

In un’intervista a Le Monde di qualche mese fa la dissidente aveva risposto di non avere il diritto di giudicare i politici russi che se ne andavano all’estero temendo per la propria vita. Il suo caso era diverso, aveva affermato. Conosceva i rischi, “dalla prigione al veleno”, ma sentiva di avere la responsabilità morale di restare, soprattutto ora.

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