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Massimiliano Fedriga: il nostro lavoro per sanità e infrastrutture

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Ultimo aggiornamento 30 Marzo, 2023, 17:42:16 di Maurizio Barra

I problemi della sanità regionale sono frutto da un lato di una scarsa programmazione nazionale che ha portato ad una carenza di professionisti; e dall’altro da regole per il ricorso al privato che penalizzano la regione. Massimiliano Fedriga, presidente uscente e candidato del centrodestra, davanti alle telecamere RAI, per spiegare la sua tesi parte da un esempio concreto:

«Un cittadino del Friuli Venezia Giulia che non riesce ad accedere alle prestazioni del privato accreditato nella sua regione – perché abbiamo un tetto più basso – può chiedere di ottenerle, ad esempio, nel vicino Veneto; e in questo caso, la prestazione la paga comunque la Regione Friuli Venezia Giulia: vuol dire che a noi sfugge totalmente il controllo –  fondamentale – sul privato accreditato da parte del pubblico.»

La Regione usa il privato convenzionato meno di altre, sottolinea Fedriga, prima di rivendicare – in polemica con il centrosinistra – un’inversione di tendenza sul nodo del personale:

«Quando governavano loro, hanno tagliato il fondo per gli stipendi dei dipendenti della sanità pubblica fino a 25 milioni di euro l’anno: noi l’abbiamo aumentato di 105 milioni.»

Sul piano dell’economia, centrali sono gli investimenti nelle infrastrutture.

«Sono uno degli asset di sviluppo economico fondamentali per la nostra regione. Noi abbiamo triplicato il numero di investitori internazionali negli ultimi dieci anni: scelgono il Friuli Venezia Giulia per la competitività logistica, uno degli aspetti fondamentali per cui un’impresa decide di investire in un territorio.»

E sull’immigrazione clandestina, Fedriga difende la politica delle riammissioni in Slovenia, «un paese democratico, un paese europeo in cui chi ha diritto a fare la domanda di protezione internazionale ha tutte le garanzie per presentarla. Altrimenti – chiosa Fedriga – ci dicano che la Slovenia non è un paese democratico.»

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