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Finlandia, Sanna Marin sconfitta dai conservatori. È boom dell'ultradestra

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 3 Aprile, 2023, 09:37:13 di Maurizio Barra

La premier socialdemocratica Sanna Marin ha perso in Finlandia la lotta per la riconferma. A vincere, nella corsa estremamente combattuta fra i tre partiti principali, sono stati i conservatori del Partito della Coalizione Nazionale (Ncp), guidato dall’ex ministro delle Finanze Petteri Orpo, che ha ottenuto il 20,7%. 

“Abbiamo ottenuto il mandato più ampio. I finlandesi vogliono un cambiamento e ora inizierò i negoziati, che saranno aperti con tutte le parti”, ha dichiarato Orpo, che avrà il difficile compito di scegliere gli interlocutori per costruire una coalizione di governo.

Al secondo posto si è piazzata l’ultradestra di Veri finlandesi, guidata da Riikka Purra, che si è attestata al 20,1%. Un boom che segna il miglior risultato della storia del partito. Mentre la formazione di Marin è arrivata terza, fermandosi al 19,9%. 

La premier uscente ha ammesso la sconfitta: “Il numero dei seggi è aumentato. È un ottimo risultato, anche se oggi non sono arrivata prima”, ha detto, congratulandosi per la vittoria sia con il centrodestra che con Veri finlandesi. 

Un importante dato di queste elezioni è la crescita dei grandi partiti e la perdita di voti di quelli minori come il partito di Centro, i Verdi e il partito di Sinistra. I media finlandesi ipotizzano che si possa trattare di voto tattico in cui gli elettori hanno scelto i partiti più grandi per cercare di garantire che il loro schieramento politico vincesse, contro quello dell’opposizione. Il processo di negoziati prima di formare un governo potrebbe durare diversi giorni.

Riikka Purra Ap

Riikka Purra

Il rebus “maggioranza”

Il vero problema è che con questi numeri, nessuno è in grado di formare un governo da solo. Tradizionalmente in Finlandia all’esito delle elezioni, con sistema proporzionale e seggi assegnati per circoscrizioni in base alla popolazione, il partito più votato cerca di formare la coalizione di governo e indica il premier. Per la maggioranza servono 101 deputati sui 200 del parlamento.

In questo caso il partito conservatore, con i suoi 48 seggi, dovrà chiedere il sostegno a uno degli altri due grandi partiti: il partito di destra nazionalista, 46 seggi, oppure i Social Democratici, guidati dalla premier uscente Sanna Marin con 43 seggi.

Marin ha escluso che i socialdemocratici possano allearsi con il partito Veri finlandesi per differenze sostanziali nei valori e nelle politiche, visto che i candidati del partito populista e nazionalista hanno presentato una piattaforma anti-immigrazione e anti-Unione europea.

L’ultradestra è a sua volta molto critica nei confronti dell’obiettivo dei socialdemocratici di rendere la Finlandia neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio e priva di combustibili fossili entro il 2035, definendo la politica ingenua e irrealistica. I Veri finlandesi prevedono che il Paese diventerà carbon neutral non prima del 2050. 

D’altro canto il Partito di Coalizione Nazionale (Ncp) di Petteri Orpo condivide lo stesso obiettivo di neutralità climatica dei socialdemocratici, ma potrebbe avere difficoltà a trovare un accordo sulle politiche economiche; l’NCP è dunque aperto a formare una coalizione con i Veri finlandesi.

Chi è Petteri Orpo

Petteri Orpo ha 53 anni, è sposato con due figli ed è stato eletto a capo del partito conservatore liberale finlandese ‘Kokoomus’ nel 2016. Ha fatto parte di diversi governi in cui ha ricoperto incarichi da vicepremier, ministro delle finanze, ministro degli interni e ministro delle politiche agricole. Uno dei punti principali su cui ha basato la sua campagna elettorale è stata l’economia, con la promessa di diminuire il debito pubblico.

“La cosa più importante per il prossimo governo è sistemare la nostra economia, spingere la crescita economica, equilibrare l’economia pubblica. E la seconda questione molto importante è costruire la Finlandia della Nato”, ha detto.

La destra nazionalista di Riikka Purra

Il partito di destra nazionalista Perussuomalaiset è guidato dal 2021 dalla leader 45enne Riikka Purra che ha cercato di modernizzarne l’immagine. Tra i punti principali del programma ci sono le politiche migratorie, clima, criminalità ed energia con posizioni apertamente anti-migranti e euroscettiche, a partire dalla richiesta di non rispettare l’impegno per la neutralità climatica nel 2035, senza rinnegare il vecchio obiettivo nel lungo termine di ‘Fixit’, l’uscita della Finlandia dall’Unione europea.

La grande sconfitta Sanna Marin

Con i suoi 37 anni è tra i leader più giovani d’Europa, ha ricevuto elogi per la gestione della pandemia di Covid-19 da parte del suo governo e per il suo ruolo di primo piano, insieme al presidente Sauli Niinistö, nel sostenere la richiesta di adesione della Finlandia alla Nato. Il sostegno all’Ucraina nell’ultimo anno ha aumentato la sua visibilità internazionale. Tuttavia, nonostante rimanga popolare in patria, le posizioni del suo partito sull’economia finlandese, emerse come tema principale della campagna elettorale, sono state messe in discussione dai conservatori. 

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