Ultimo aggiornamento 3 Aprile, 2023, 11:46:39 di Maurizio Barra
Profondo conoscitore della musica, Stein è stato un grande ‘talent scout’ e ha lasciato il segno intorno alla metà degli anni Settanta scritturando band come Talking Heads, Ramones e Pretenders. È anche grazie a lui che il termine New Wave è diventato popolare in tutto il mondo.
Ma fu all’inizio degli anni Ottanta che fece la scoperta più clamorosa quando non gli sfuggì la potenzialità contenuta nella demo di una cantante-ballerina poco conosciuta della scena dei club di New York di nome Madonna.
È stato protagonista di una leggendaria carriera, consacrata nel 2005 con l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, istituzione che l’ex presidente della Electra e vicepresidente della Warner Bros Records aveva contribuito a creare. In quell’occasione Gary Kurfirst, manager dei Talking Heads disse: “Il gusto di Seymour in fatto di musica è sempre un paio d’anni avanti rispetto a quello di tutti gli altri”.
Nato nel 1942 a New York, a soli 16 anni lavorava già per “Billboard Magazine”. Assistente di Tommy Noonan, Stein partecipava alle riunioni per decidere quali nuovi dischi recensire e aiutava a compilare la Hot 100, allora appena lanciata.
Nel 1961 Stein ottenne il suo primo lavoro in una casa discografica alla King Records di Cincinnati, l’etichetta di James Brown, e a venticinque anni aveva già fondato con Richard Gottehrer, la Sire Productions, che presto sarebbe diventata Sire Records, etichetta d’avanguardia con una missione: introdurre nel mercato americano della seconda metà degli anni Sessanta band britanniche, underground e progressive, meno conosciute.
Ma il suo nome è legato in maniera indissolubile al successo della New Wave tra gli anni Settanta e Ottanta. Stein ha raccontato a “Billboard” che il primo artista che ha scritturato è stato Steven Tallarico, diventato poi Steve Tyler degli Aerosmith, che all’epoca faceva parte di un gruppo chiamato Chain Reaction.
Il grande colpo commerciale della sua carriera Stein lo fece all’inizio degli anni ’80 quando, dopo aver ascoltato la cassetta demo di una cantante-ballerina poco conosciuta nella scena dei club del centro di New York, Madonna, decise di scritturarla.
“Mi piaceva la voce di Madonna, mi piaceva la sensazione e mi piaceva il nome Madonna. Mi piaceva tutto e lo riascoltavo in continuazione”, ha scritto nel suo libro di memorie “Siren Song”, pubblicato nel 2018.
Stein era ricoverato in ospedale per un’infezione cardiaca quando sentì per la prima volta il nastro di Madonna ma era così ansioso di conoscerla che le diede appuntamento nella sua stanza di ospedale.
“Era tutta agghindata con un abbigliamento punk da quattro soldi, il tipo di ragazza da discoteca che sembrava assurdamente fuori posto in un reparto di cardiologia”, ha scritto. “Non era nemmeno interessata di sentirmi spiegare perché mi piacesse il suo demo. ‘La cosa da fare adesso’, mi disse, ‘è firmare un contratto’”.
Tra gli artisti che negli anni sono entrati a far parte del ‘roster’ della Sire ci sono gli Smiths, i Depeche Mode, i Replacements, gli Echo and the Bunnymen e Ice-T e k.d. lang negli anni Novanta.
Anche Brian Wilson e Lou Reed hanno pubblicato con l’etichetta di Stein. L’ex Velvet Underground, che firmò per la Sire alla fine degli anni Ottanta dopo aver chiuso con la RCA, ha pubblicato per l’etichetta di Stein alcuni dei suoi lavori più belli dell’ultima fase della sua carriera da “New York” a “Ecstasy” passando per il tributo a Andy Warhol con John Cale, “Songs for Drella”.
L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla figlia, la regista Mandy Stein, con un comunicato: “Sono cresciuta circondata dalla musica. Non ho avuto l’educazione più convenzionale, ma non cambierei la mia vita e il mio rapporto con mio padre per nulla al mondo: era un nonno affettuoso e premuroso che si godeva ogni momento con le sue tre nipotine. Mi ha regalato la colonna sonora per eccellenza, oltre che il suo malvagio senso dell’umorismo. Sono molto grata per ogni minuto che la nostra famiglia ha trascorso con lui e per il fatto che la musica che ha portato nel mondo ha avuto un impatto positivo sulla vita di così tante persone”.
