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Esiste la leadership femminile? 10 storie di donne

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Ultimo aggiornamento 4 Aprile, 2023, 00:36:17 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 03 APR – CHIARA GALGANI, VALERIA SANTORO,
LEADERSHIP FEMMINILE. ESISTE DAVVERO? STORIE DI DONNE
IMPRENDITRICI E MANAGER (FRANCOANGELI, PP 180, EURO 23,00).
   
Dieci donne che hanno rotto il soffitto di cristallo in Italia
si interrogano sull’esistenza della leadership femminile nel
libro di Chiara Galgani e Valeria Santoro. Esiste davvero? O in
un mondo mutevole e in continua evoluzione la rigida
classificazione rischia di essere un banale stereotipo nello
stereotipo?
Al centro del volume le conversazioni delle due autrici con
dieci protagoniste della storia industriale del Paese: da
Patrizia Grieco, presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena a
Sara Riffeser Monti, Presidente SpeeD e nel cda di Monrif.
Uno degli intenti del volume è il superamento degli
stereotipi. Sia quelli negativi che inquadrano la donna
esclusivamente rinchiusa nel ruolo primario di caretaker sia
quelli “positivi” che riducono la leadership femminile a una
riproposizione in rosa delle qualità dirigenziali maschili. Ne
emerge un quadro chiaro. Il leader è prima che uomo o donna, una
persona con le sue peculiarità. Competenza, impegno, sacrificio
e determinazione sono requisiti imprescindibili che oltrepassano
i confini del gender, a cui è necessario ispirarsi per qualsiasi
affermazione professionale.
   
Lo specifico femminile sarebbe saper costruire una
grammatica propria della leadership che va oltre le
caratteristiche di genere ma, affinché questa si sviluppi, è
necessario che alle donne siano garantite opportunità di
dimostrare il conseguimento di queste attitudini.
   
Nonostante le donne siano il 41% dei membri nei consigli di
amministrazione delle società quotate in Italia, rappresentano
solo il 2% dei ceo e il 4% dei presidenti, alla fine del 2021.
   
L’occupazione femminile viaggia intorno al 51%, posizionando
l’Italia in coda agli altri paesi europei e quasi una donna su
cinque tra i 18 e i 49 anni non lavora più dopo la nascita di un
figlio. (ANSA).
   

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