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La nuova minaccia di Teheran: stop all'istruzione per le studentesse senza velo

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Aprile, 2023, 01:10:21 di Maurizio Barra

Regole vestimentarie sempre più stringenti per le donne in Iran dove le autorità lanciano un altro divieto alla libertà delle donne.

Niente più istruzione e servizi scolastici alle studentesse che “non si attengono al codice di abbigliamento delle scuole”. In un comunicato del ministero della Scienza, Ricerca e della Tecnologia, oltre a rispettare il codice d’abbigliamento, le allieve sono invitate a “mantenere la castità e l’hijab nell’ambiente universitario” annunciando che in “tutte le università e i centri di istruzione superiore sotto la supervisione del Ministero è vietata l’erogazione di servizi educativi, assistenziali, alle poche studentesse che non si adegueranno alle norme e ai regolamenti”. Lo rende noto il portale di dissidenti iraniani ‘Iran international’ facendo sapere che alla nuova direttiva ha aderito anche il ministero della sanità. La stretta segue il progetto “Castità e Hijab” lanciato dal presidente ultra-conservatore Ebrahim Raisi già lo scorso anno.  

Il velo è obbligatorio in pubblico per le donne a partire dai sette anni di età, sin da quando la Rivoluzione del 1979 prese il potere nel Paese. Se la misura dovesse essere davvero implementata avvicinerebbe l’Iran al vicino Afghanistan dove il divieto è già realtà e la popolazione vive una grave crisi sociale e umanitaria.

Il portale rende noto anche di alcuni arresti di donne senza velo avvenuti in negozi e centri commerciali a Kashan, in provincia di Isfahan, dove 40 negozi sono stati chiusi perchè le clienti non rispettavano l’obbligo di portare il velo. A Kermanshah al confine con l’Iraq, il personale di un complesso turistico ha impedito a donne che non portavano l’hijab di accedere all’area e nel Khuzestan “uno dei siti turistici della città è stato chiuso da venerdì perchè non si atteneva agli standard morali”. 

 

Studentesse senza velo Iran Teheran twitter

Studentesse senza velo Iran Teheran

Sono molte le donne e le studentesse ad aver aderito alla protesta antigovernativa senza il velo, in varie città del Paese. Le autorità hanno reagito col pugno di ferro, lanciando una campagna di violenta repressione sui manifestanti che affolavano le piazze e le strade, per lo più giovani e giovanissimi, che oggi mal sopportano i dettami ferrei della lettura sciita della Sharia. Secondo le ong per i diritti umani che operano all’estero come Iran Human Right negli ultimi 6 mesi sono quasi 600 le vittime e circa 19000 gli arrestati. Tra loro ci sono state anche 5 condanne a morte per impiccagione.

Iran, Teheran, scontri in piazza @LaPresse

Iran, Teheran, scontri in piazza

Ma è da novembre scorso che le studentesse iraniane sono nel mirino di chi minaccia i loro diritti: una serie di avvelenamenti, oltre 5000 casi accertati sono stati rilevati nelle scuole di 26 province del Paese. Ancora oggi cinque studentesse della scuola femminile 22-Bahman di Naghadeh, nella provincia dell’Azerbaigian occidentale nel nord ovest, sono state portate in ospedale dopo avere inalato gas tossico mentre si trovavano nell’istituto scolastico. Le autorità faticano ancora a trovare i responabili. 

Lo riferisce il quotidiano riformista Shargh, citando una fonte nel ministero dell’istruzione. Le intossicazioni hanno causato indignazione tra i genitori e la popolazione che hanno puntato il dito contro il governo ritenendo che questi abbia gettato veleno sulle ragazze come ritorsione per aver partecipato alle proteste nate contro il velo.

La tomba di Mahsa Amini Twitter/@AliAshtari9

La tomba di Mahsa Amini

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