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L'ex ufficiale di sicurezza di Putin: "E' paranoico, vive isolato ma non è malato"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 5 Aprile, 2023, 04:33:46 di Maurizio Barra

Tra i compiti di Gleb Karakulov c’era la fornitura di comunicazioni sicure per il presidente e, secondo il Dossier Center, è lui l’ufficiale dell’intelligence di grado più alto nella storia recente della Russia a disertare in Occidente e che ora ha rilasciato un’intervista a Dossier Center, il sito web finanziato da Mikhail Khodorkovsky.

Karakulov era un ingegnere del Servizio di protezione del Presidente ed è riuscito a scappare lo scorso ottobre, durante il viaggio di Putin in Kazakhstan, da dove, insieme alla sua famiglia, è riuscito a raggiungere la Turchia. Lavorava per l’unità dell’Fso che fornisce a Vladimir Putin, e al Premier, comunicazioni cifrate 24 ore al giorno sette giorni su sette. E di Putin conosce tanto avendo viaggiato con lui per 180 missioni in 13 anni di servizio.

“Nel febbraio 2022 è scoppiata una guerra criminale e non potevo più scendere a compromessi con me stesso. Non potevo restare al servizio di questo presidente. Lo considero un criminale di guerra”: In una lunga intervista a Dossier Center, Karakulov descrive tic e manie del presidente russo e lancia un appello ai colleghi: “Non seguite più gli ordini criminali di questo criminale di guerra”.  

 “Il programma di lavoro del Presidente – racconta lo 007 – è estremamente serrato ed è sempre circondato dal personale di sicurezza, molte persone, quindi, no, sarebbe problematico avvicinarsi a lui e, per esempio, chiedergli: “Come stai?” Putin lavora molto; puoi vederlo durante i suoi viaggi di lavoro. Non va a letto fino alle 2 o 3 del mattino, ora di Mosca”.  

Karakulov ha anche offerto nuovi dettagli su come la paranoia di Putin sembra essersi aggravata dopo la sua decisione di invadere l’Ucraina. Putin ora preferisce evitare gli aerei e viaggia su uno speciale treno blindato, simile ai normali treni russi, ha detto, e in ottobre ha ordinato un bunker presso l’ambasciata russa in Kazakhstan dotato di una linea di comunicazione sicura. “Non ho mai visto Putin con un telefono cellulare”, ha raccontato, “tutte le informazioni che riceve le riceve solo da persone a lui vicine. Vive cioè in una sorta di bolla informativa”.

Putin, continua, chiede di poter vedere i canali della televisione di stato ovunque, anche durante le sue missioni all’estero. “Continuava ad aver paura del covid e costringe chiunque passi del tempo con lui in una stanza a sottoporsi a quarantena. Teme per la sua vita in modo patologico. Si è isolato dal mondo con barriere di ogni tipo, anche dopo la fine delle restrizioni Covid. Il suo rapporto con la realtà è distorto”.

Ma Karakulov esclude che abbia seri problemi di salute: “Se ha problemi di salute, devono essere dovuti alla sua età. Beh, probabilmente li ha. Ma non è niente di troppo serio, immagino. Gode di una salute migliore di molte altre persone della sua età”.

La realtà della vera famiglia di Putin è “un segreto di Pulcinella” di cui gli agenti in servizio dell’Fso parlano liberamente. Un altro collega gli ha confermato l’esistenza del Palazzo sul Mar Nero denunciato da Aleksei Navalny. Così come l’esistenza di uffici identici in diverse residenze, così da poter far credere di essere sempre al lavoro al Cremlino. Personalmente. ho visto Putin nel  suo ufficio a Sochi mentre la televisione rendeva noto che stava ricevendo qualcuno nella sua residenza di Novo Ogarevo, alle porte di Mosca.

Poi Karakulov confessa di aver iniziato ad avere riserve su Putin, contrariamente alla maggior parte dei suoi connazionali, dopo l’annessione della Crimea.

Il Dossier Center, gruppo investigativo con sede a Londra finanziato dall’oppositore russo Mikhail Khodorkovsky, ha intervistato Karakulov più volte e ha condiviso il video e le trascrizioni di oltre sei ore di queste interviste con Associated Press, oltre che con la Danish Broadcasting Corporation DR, la televisione svedese SVT e la Norwegian Broadcasting Corporation NRK. Il Dossier Center ha confermato l’autenticità del passaporto e della carta d’identità lavorativa dell’UST di Karakulov e ha effettuato un controllo incrociato dei dettagli della sua biografia con i documenti del governo russo, i dati personali trapelati e i post sui social media, tutti esaminati da AP, che ha anche confermato in modo indipendente l’identità di Karakulov.

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