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Tensioni sul Pnrr, Fitto: "Prendere atto di cosa è possibile e cosa è impossibile fare"

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Ultimo aggiornamento 5 Aprile, 2023, 14:52:43 di Maurizio Barra

“Il Pnrr ci ha insegnato che corriamo sulla scadenza. Questo governo rispetto ai precedenti esecutivi ha un orizzonte temporale di 5 anni. Ha l’obbligo e l’interesse di capire non quello che accade la prossima scadenza, ma a giugno 2026. Sarà il governo della conclusione del programma”. Lo ha detto Raffaele Fitto, ministro degli Affari europei, Sud, politiche di coesione e Pnrr nel corso di un incontro alla Luiss. “Il nostro Pnrr è il più grande d’Europa – ha detto – c’è un surplus di attenzione sulle modalità di spesa delle risorse e sulle scelte” perché gran parte dei fondi sono a debito. “La coesione – ha aggiunto – è la principale fonte di finanziamento europeo da qualche decennio”.

Quella sul Pnrr “non è una sfida semplice ma da far tremare i polsi” e per questo bisogna “dare risposte all’altezza e adeguate”. Poi il ministro ha sottolineato: “Dove ci sono elementi di criticità bisogna ragionare serenamente”, puntando ad una “collocazione dei progetti in programmi dove non rischiano di perdere il finanziamento. Si tratta di prendere atto di cosa è possibile e cosa è impossibile fare“, ha spiegato Fitto ribadendo che bisognerebbe ragionare in modo complessivo su Pnrr e politiche di coesione che hanno un orizzonte temporale più lungo e senza scadenze ravvicinate.

“Il governo ha fatto alcune scelte sulla governance che sono in discussione in queste ore al Senato. Leggo da molte parti che aver modificato la governance ha comportato ritardi. Mi permetto di sottolineare che il decreto sulla governance deve ancora entrare in vigore“, ha poi chiarito il ministro. “Per scelta per noi – ha chiarito – entrerà in vigore solo quando sarà convertito”.

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