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Zerocalcare in spagnolo, metto i riflettori sugli ezidi

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Ultimo aggiornamento 5 Aprile, 2023, 02:55:27 di Maurizio Barra

(di Monica Uriel)
(ANSA) – MADRID, 04 APR – Zerocalcare ha messo i riflettori
sugli ezidi in Iraq nel suo ultimo libro “No sleep till Shengal”
perché trova interessante una comunità “che mette al centro la
parità tra uomo e donna, e la ridistribuzione delle ricchezze”.
   
Lo dice in intervista all’ANSA dal Salon del Comic di
Barcellona, dove ha presentato la traduzione in spagnolo del suo
tredicesimo libro – uscito in Italia ad ottobre scorso – dopo il
successo di “Kobane Calling”, sulla lotta dei curdi in questa
città contro lo Stato Islamico.
   
Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech (Arezzo, 1983)
racconta nel fumetto il viaggio che ha fatto a Shengal nel 2021
per una decina di giorni. “L’Iraq è un paese frammentato in
mille zone di influenza diverse in cui ci stanno check-point
dell’esercito iracheno, degli sciiti. Pezzi di strada che si
potevano fare in tre ore di macchina le abbiamo fatto in tre
giorni, venendo anche sequestrati, portati in caserma”,
racconta.
Dopo il massacro nel 2014 da parte dell’Isis degli ezidi a
Sinjiar, si è stabilita dal 2017 l’autonomia di Shengal basata
sui principi della rivoluzione curda. “È una società che mette
al centro la parità tra uomo e donna, la ridistribuzione delle
ricchezze, la convivenza pacifica fra tutte le religioni ed
etnie. Dovremmo imparare anche noi qui”, sostiene.
   
“Loro sono molto determinati a resistere, ma il problema è che
ci deve essere un riconoscimento internazionale di
quell’esperienza di Shengal”, aggiunge.
Ma “la comunità internazionale guarda da un’altra parte
perché la controparte è la Turchia, che è l’ago della bilancia
di tante questioni e ci sono tanti motivi per cui non vogliamo
scontentare la Turchia”.
   
Il creatore di “La profezia dell’armadillo” ha cercato nel
fumetto di “concentrare l’ironia sul mio personaggio, di ridere
sulle mie paure, i miei pregiudizi, le mie debolezze per poi
invece lasciare la parola a quelli che incontravo senza prender
in giro loro”, spiega.
Al fumettista, che lavora sulla nuova serie “Questo mondo non
mi renderà cattivo”, che esce su Netflix quest’anno dopo il
successo di “Strappare lungo i bordi”, interessa “raccontare
alcune cose che non si riesce a raccontare nei mezzi
tradizionali o farlo da un’angolazione diversa”. (ANSA).
   

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