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Vent'anni fa a Baghdad gli iracheni e gli americani abbattevano la statua di Saddam Hussein

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Aprile, 2023, 23:11:47 di Maurizio Barra

Esattamente vent’anni fa, nel pieno della Seconda guerra del Golfo, uno dei simboli del regime di Saddam Hussein veniva abbattuto dall’inesorabilità degli eventi, immortalando in un’immagine storica un passaggio epocale: la caduta della statua del Rais, buttata giù tra grida di giubilo della folla con l’aiuto di un carro armato americano. La statua del dittatore si trovava in piazza del Paradiso (Firdous square) ed era considerata uno degli emblemi della dittatura, innalzato per celebrare la gloria del tiranno e del partito Ba’th, il suo movimento.

Ci vollero quasi due ore perché la statua, rappresentazione di un regime in disfatta sotto l’incalzante avanzata degli americani, precipitasse con lentezza al suolo, prima di spezzarsi e cadere a terra, dove una piccola folla di iracheni la calpestò saltandoci sopra.

Il tutto avveniva nel pieno centro di Baghdad, lungo le rive del Tigri. La statua di bronzo, una delle centinaia con cui Saddam aveva voluto autocelebrarsi in tutta la capitale e nell’intero Iraq, era stata inaugurata il 28 aprile 2002, in occasione del 65esimo compleanno del Rais. Intorno, era circondata da 37 colonne, un richiamo all’anno di nascita di Saddam, 1937, con la scritta “SH” in caratteri arabi.

L’evento era cominciato nel tardo pomeriggio del 9 aprile, quando alcune decine di iracheni si erano radunati in piazza, di fronte agli alberghi della stampa internazionale, dove alloggiavano i giornalisti (fu quindi facile riprendere la scena). In piazza del Paradiso erano appena arrivati i carri armati americani.

Gli iracheni si erano prima arrampicati sulla statua (Saddam era raffigurato in piedi, con la mano destra alzata e lo sguardo rivolto all’orizzonte). Poi avevano messo un cappio intorno al monumento, di circa una dozzina di metri. Con un piccone e una mazza avevano preso a colpi il piedistallo, riuscendo solo a scalfirlo. Quindi, avevano chiamato in aiuto i Marines, sopraggiunti con un carro armato.

Dopo aver imbrigliato Saddam con una grossa catena, la statua – “umiliata” con una bandiera americana sul volto, peraltro subito tolta – era stata trainata dal blindato. Non si era immediatamente spezzata. L’alta figura del Rais si era prima piegata, restando attaccata con i piedi. Poi, lentamente, si era rotta, cadendo a terra, mentre gli iracheni gridavano contro Saddam, inneggiando “morte al dittatore!”

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