Ultimo aggiornamento 11 Aprile, 2023, 08:34:12 di Maurizio Barra
Un trend in crescita che viene confermato da Bankitalia, che nell’ultimo bollettino economico, osserva: “Secondo i nostri modelli, in Italia l’attività economica sarebbe leggermente aumentata nel primo trimestre del 2023, sostenuta dal settore manifatturiero, il quale beneficia della discesa dei corsi energetici e dell’allentamento delle strozzature lungo le catene di approvvigionamento”.
Il Def di fatto è il primo vero atto di politica economica del governo Meloni, che fornisce il quadro macro e in cui si delineano le misure che il governo intende portare avanti e sul cui aggiornamento di settembre, la Nadef, si imposterà poi la legge di bilancio a ottobre.
I tecnici del ministero dell’Economia hanno lavorato nelle ultime settimane sul documento di economia e finanza tenendo conto delle indicazioni di massima prudenza sulle stime visto il quadro macroeconomico, caratterizzato dalla grande incertezza per le tensioni globali innescate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con il successivo rialzo dei prezzi, a partire da quelli dell’energia, che ha portato ad alti livelli di inflazione.
Tra le variabili che impatteranno sulla crescita del Pil c’è lo stato di attuazione del Pnrr, al centro da settimana di una disputa politica per i ritardi nei bandi che metterebbero a rischio l’utilizzo di una parte delle risorse. La scorsa settimana anche l’ultimo Italian Macroeconomic Bulletin elaborato da EY ha avvertito che se le risorse nel Pnrr verranno spese per il 70% ed il 90% di quanto previsto nel 2023 e 2024, il Pil potrebbe non crescere quest’anno e riprendere dell’1,8% il prossimo. Se invece verra’ utilizzato circa il 50% del previsto l’economia italiana tornerebbe a crescere nel 2024, a un tasso dell’1,5%, dopo una contrazione dello 0,3% nel 2023.
La banca mondiale, intanto, ha rivisto al rialzo le stime di crescita globali del 2023, ipotizzando un 2% contro l’1,7% precedente, ma “nonostante la resilienza dei consumatori, le riaperture della Cina, la crescita globale rimarrà sotto il 3% quest’anno e, cosa più preoccupante, rimarrà intorno al 3% per i prossimi 5 anni – ha rimarcato la direttrice generale del fondo monetario internazionale Questo preoccupa soprattutto per quanto riguarda le fasce più deboli e per i paesi più poveri”.
La partita delle nomine
L’ altra partita che si sta giocando in questi giorni è quella delle nomine. In programma c’è una riunione di maggioranza sul punto che vede gli animi tutt’altro che distesi, con Lega e FI in pressing sulla premier. Si parte da Fs, il cui Cda si riunirà lunedì 17: la Lega di Matteo Salvini ha di fatto lanciato un’Opa e preme per la presidenza di Dario Lo Bosco a Rfi, mentre per il ruolo di Ad di Fs resta in corso l’attuale, Luigi Ferraris, il cui nome circola anche per altre posizioni. La stagione assembleare entrerà poi nel vivo a maggio – l’8 Poste, il 9 Terna e Leonardo, il 10 per Enel ed Eni. A Eni sembra assicurata la riconferma di Claudio Descalzi, grazie anche al buon rapporto instaurato con la premier durante le visite in Africa per stringere accordi sul gas in sostituzione delle forniture russe, mentre la Lega prova a strappare la poltrona della presidenza. In Enel, tramontata la stella dell’amministratore Francesco Starace, il nome è sempre quello dell’attuale numero uno di Terna, Stefano Donnarumma, mentre secondo i rumors, difficilmente la spunterà Paolo Scaroni, che FI e Lega spingono per la presidenza: al suo posto potrebbe arrivare da Leonardo Luciano Carta.
A Terna invece salgono le quotazioni di Giuseppina Di Foggia, attuale ad Nokia, anche per dare quel segnale che Meloni vuole fortemente e di cui ha parlato esplicitamente in occasione dell’8 marzo: “La sfida – aveva detto – non è quante donne siedono in un Consiglio di amministrazione, la sfida è quando avremo il primo amministratore delegato di una società partecipata statale donna, perché, ve lo annuncio, è uno degli obiettivi che mi do”. Per quel che riguarda Leonardo una delle ipotesi era il passaggio di testimone tra Alessandro Profumo e Lorenzo Mariani, ad di Mbda sostenuto dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Palazzo Chigi, però, sembra più propenso a scegliere Roberto Cingolani, attualmente consigliere per l’Energia. A Poste Italiane in ballo la riconferma di Matteo Del Fante. Ma c’è ancora un po’ tempo e, fino all’ultimo, i partiti continuano a trattare.
