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Intelligenza artificiale, Lasorella Agcom: "Applicazioni IA vanno normate a livello europeo"

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Ultimo aggiornamento 14 Aprile, 2023, 20:53:10 di Maurizio Barra

“Da un lato una tecnologia imprescindibile per il futuro dell’innovazione, dall’altro la necessità di regolamentarne l’uso per non aprire alla possibilità di rischi seri e concreti”. 

Dei vantaggi e dei limiti dell’Intelligenza Artificiale ha parlato il presidente di AgCom, Giacomo Lasorella, alla conferenza ‘Intelligenza artificiale e diritto: una rivoluzione?” organizzata alla Lumsa di Roma in collaborazione con Fondazione Astrid.

“Emerge sempre più chiaramente la necessità di adeguare il diritto alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale che sono sempre più pervasive. Da un lato le IA sono una tecnologia imprescindibile ma dall’altro un loro uso non regolamento apre a rischi seri e concreti”, ha detto Lasorella. “Le tante applicazioni di Intelligenza Artificiale, come anche ChatGtp, devono essere normate a livello europeo, in collaborazione con i regolatori nazionali. Occorre passare da regolamentazioni fissate dall’alto a  regolamenti costruiti in modo cooperativo, autorità insieme ad attori economici”. 

Un tema di cui si dibatte da tempo ed emerso in modo ancor più netto con la recente decisione del Garante della Privacy nei confronti di ChatGpt riguardo a cui ha detto: “Come sempre la tecnologia propone ai legislatori e ai regolatori una serie di nuove sfide e credo che il tema lo si debba affrontare necessariamente in una dimensione europea e ovviamente poi con la collaborazione di tutti i legislatori e i regolatori nazionali”.  

Piattaforme social, media e IA sono sempre più interconnessi ed è importante, secondo Lasorella, è che i nuovi regolamenti possano nascere da una cooperazione delle autorità con i vari attori economici. Una delle questioni essenziali è quella di poter andare oltre la autoregolazione e passare verso una co-regolazione “e in questo senso il Digital Services Act della Commissione europea fa un passo in avanti – ha aggiunto il presidente di Agcom – perché chiama le varie piattaforme a condividere le informazioni sui loro meccanismi interni emettere in piedi strumenti in modo tale da evitare rischi sistemici, ad esempio la diffusione di fake news in modo massivo che ha effetti negativi sul dibattito civico e rischiano di minare anche quel nucleo minimo di verità che costituisce la base democratica di discussione e confronto”. 

Sul tema delle regolamentazioni delle IA è intervenuto anche l’esperto di diritto pubblico Mario Midiri, della Lumsa di Roma, che ha spiegato come “oggi l’attenzione di molti è stata catturata da un chatbot, dalla volontà di normare una IA che produce testi, ma è evidente che non potremo fare una norma sull’uso di questi algoritmi preoccupandoci soltanto dei testi, poi saranno le immagini, i video”.   

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