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Yemen, primo importante scambio di 887 prigionieri tra ribelli e governo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Aprile, 2023, 23:54:02 di Maurizio Barra

Scendono dall’aereo contenti di tornare nel loro paese e riabbracciare i loro cari. Succede in Yemen dove a un mese dalla pace tra Arabia Saudita e Iran, nel giorno in cui l’Islam celebra la fine del mese sacro del Ramadan, si è realizzato un primo importante scambio di prigionieri tra i ribelli sciiti Houti appoggiati dall’Iran e il governo internazionalmente riconosciuto. 

Si attende ancora la firma della tregua che metterà la parola fine alla sanguinosa guerra civile yemenita, eppure questo video immortala un primo passo di pace: il primo aereo che da Sanaa, capitale controllata dai ribelli dal 2014,  ha riportato a casa ad Aden 322 prigionieri. L’operazione è stata annunciata dal Comitato internazionale della Croce Rossa (Circ) responsabile del trasferimento. 

“Abbiamo avviato un’operazione umanitaria di più giorni per trasferire quasi 900 detenuti nell’ambito del conflitto in Yemen, ha scritto il Circ su Twitter. Le operazioni dureranno tre giorni con voli dalla capitale Sanaa, controllata dagli Houthi, e la città di Aden, sede del governo. L’accordo è il frutto dei colloqui di pace tenuti il mese scorso in Svizzera tra Arabia Saudita e Iran, colloqui che sono stati considerati una svolta per i fragili equilibri in Medio Oriente.

“Operazione che giunge in un momento di speranza per lo Yemen e ci ricorda che il dialogo costruttivo e l’impegno reciproco sono strumenti potenti in grado di raggiungere grandi risultati”, ha detto l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg fautore della mediazione a Ginevra.

Lo scambio assume un significativo segnale di conferma del riavvio delle relazioni diplomatiche e di un riavvicinamento nella regione teatro di una annosa guerra civile che in otto anni ha causato la morte di 20.000 civili e di 4,5 milioni di sfollati. Nel 2018 a Stoccolma le parti avevano concordato di scambiare 15.000 detenuti senza esiti. 

Degli 887 prigionieri, 181 appartengono ai ribelli e altri 706 alle forze governative. Tra questi spiccano personaggi di rilievo come – si vede nelle immagini – l’ex ministro della Difesa del governo riconosciuto a livello internazionale, il maggiore generale Mahmud al-Subaihi, e il fratello dell’ex presidente, maggiore generale Nasser Mansur Hadi. 

 

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