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Razzi e bombe sulla Pasqua ortodossa, colpite le chiese. Putin riceve ministro della difesa cinese

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Aprile, 2023, 10:35:26 di Maurizio Barra

La Pasqua ortodossa non ha portato alcuna tregua in Ucraina. Anzi, sono proprio le chiese a venire bombardate in una festa macchiata di sangue per il secondo anno consecutivo senza pace, per il Paese. I filorussi hanno denunciato che la scorsa notte razzi ucraini sono caduti vicino alla Cattedrale della Trasfigurazione di Donetsk, provocando un morto e due feriti mentre era in corso la veglia pasquale. Secondo gli ucraini invece, sono i russi ad aver distrutto con un missile la chiesa ortodossa di San Michele Arcangelo a Kushuhum, nella regione di Zaporizhzhia, tenuta vuota proprio per il timore di attacchi. 

Pasqua ortodossa, un bilancio di sangue
Due persone sono rimaste ferite per un altro attacco dell’artiglieria russa sulla chiesa di Nikopol. Due diciottenni sono invece rimasti uccisi in un bombardamento su Snigirevsky, nella regione di Mykolaiv, che ha danneggiato due scuole, un ospedale e alcuni condomini.
 

Bakhmut, Donetsk ansa

Bakhmut, Donetsk

La battaglia di Bakhmut
Ma il punto più caldo della guerra continua a restare in ogni caso la battaglia per Bakhmut, dove i soldati ingaggiano combattimenti sanguinosi “senza precedenti”, secondo i militari ucraini che tentano ancora di resistere all’avanzata delle milizie di Wagner, ormai racchiusi in sacche di resistenza in alcune zone della città ormai diventata quasi tutta macerie. 
 

“I nostri soldati stanno facendo di tutto in battaglie feroci per ridurre la capacità di combattimento del nemico e abbattere il suo morale. Ogni giorno, in ogni angolo della città, ci stanno riuscendo”, ha detto il portavoce del comando militare dell’Ucraina orientale Sergy Cherevatyi. 

Bombardamento su Sloviansk Telegram @United24

Bombardamento su Sloviansk

A Sloviansk 15 morti
Intanto, è salito a 15 il numero di morti nell’attacco russo a Sloviansk dello scorso 14 aprile, di cui 10 solo nelle macerie del palazzo centrato da un missile russo. La pioggia di bombe e gli scontri al fronte sembrano far cadere nel vuoto l’ennesimo appello del Papa, che in occasione della Pasqua ortodossa aveva rivolto il suo pensiero ai “fratelli e sorelle in Russia e in Ucraina” affinché “il Signore gli stia vicino e li aiuti a fare per la pace”. Ma Kiev e Mosca restano fermi sulle loro posizioni.
 

La liberazione di 130 prigionieri
Ma se da una parte la Pasqua non ha portato sollievo a quei territori ucraini martoriati dalle bombe, è in ogni caso una buona notizia “il grande scambio pasquale di prigionieri” con il quale “abbiamo riportato a casa 130 cittadini ucraini”, come annunciato dal capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak. 

Immagine d'archivio del capo del gruppo mercenario russo Wagner, Yevgeny Prigozhin Telegram

Immagine d’archivio del capo del gruppo mercenario russo Wagner, Yevgeny Prigozhin

Si tratta di numerosi soldati catturati dai russi sui fronti più duri della guerra a Bakhmut, Soledar, Zaporizhzhya e Kherson, che ora potranno tornare a casa, grazie a uno scambio del quale rivendica il merito il capo dei mercenari russi Wagner, Yevgeny Prigozhin che diffonde sui social immagini di lui stesso che impartisce l’ordine del rilascio. 

Le celebrazioni dei due leader
Mentre la macchina bellica continua ad andare avanti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva chiesto di celebrare la Pasqua “con una fede incrollabile nella vittoria”, quando “la bandiera blu e gialla sarà certamente innalzata in tutti i territori temporaneamente occupati dai diavoli” e “il sole splenderà nel sud, nell’est e in Crimea”. Mentre il suo omologo russo Vladimir Putin ha partecipato ad uno scambio di doni con il fedelissimo Patriarca di Mosca Kirill, durante una funzione blindata nella Cattedrale di Cristo Salvatore con il capo religioso circondato da bodyguard, secondo i media. 

Putin riceve ministro della difesa cinese 
Il Cremlino ha poi riferito di un incontro tra lo zar e il ministro della Difesa cinese Li Shangfu, nel quale Putin ha celebrato la “collaborazione nella sfera tecnico-militare” con Pechino. 

E così, la soluzione diplomatica sembra allontanarsi di nuovo, almeno da sponda orientale, mentre dal Brasile si fa avanti il presidente, Luiz Inacio Lula da Silva, che ha annunciato di aver discusso con la Cina e gli Emirati Arabi Uniti di “un’eventuale mediazione congiunta nella guerra”.

 Luiz Inacio Lula ansa

Luiz Inacio Lula

Lula attacca Europa ed Usa: “Contribuiscono a continuare la guerra”
Il leader brasiliano sembra voler restare equidistante tra i due schieramenti coinvolti nel conflitto: “Putin non sta prendendo alcuna iniziativa per fermare la guerra, allo stesso modo di Zelensky”, ha detto Lula, tornando ad accusare Europa e Usa di “contribuire alla continuazione della guerra”. “Si siedano ad un tavolo e dicano basta”, ha esortato.    

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