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Otto persone a processo in Argentina per la morte di Diego Armando Maradona

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Aprile, 2023, 22:58:05 di Maurizio Barra

Otto persone a processo per la morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020 a Tigre in Argentina. Lo ha deciso la Camera d’Appello e Garanzie di San Isidro, che ha rinviato a giudizio per “omicidio semplice con eventuale dolo” il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri sei operatori sanitari. Secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie ai media argentini, è stato così confermato quanto era stato richiesto dai pm lo scorso anno. La decisione è stata adottata all’unanimità in una sentenza della terza sezione della corte d’appello.

Se giudicati colpevoli gli imputati andranno incontro a una pena tra gli otto e i 25 anni di reclusione. I magistrati hanno motivato così il loro provvedimento: “La pubblica accusa ha descritto compiutamente il fatto 1 (l’eventuale omicidio di Maradona, Ndr) elencando le azioni o le omissioni degli imputati che, a loro avviso, avrebbero influito sull’esito fatale”.

Il giudice Orlando Diaz ha accolto il documento redatto dal pubblico ministero secondo cui il lavoro di medici e infermieri che hanno seguito Maradona sarebbe stato “sconsiderato” e “carente”. Il magistrato ha anche avanzato alcune osservazioni sulla “condotta che ciascuno degli imputati avrebbe tenuto, non ottemperando al mandato che la buona pratica medica” esige.

Stella del Napoli, capitano e poi allenatore della nazionale argentina, Maradona morì a 60 anni, il 25 novembre 2020. L’autopsia sul suo corpo stabilì che era morto a causa di “un edema polmonare acuto secondario a insufficienza cardiaca cronica esacerbata”, e aggiunse che l’ex calciatore soffriva di una “cardiomiopatia dilatativa”. Campione del mondo nel 1986 in Messico, il Pibe de Oro aveva problemi di dipendenza dall’alcol. Il 2 novembre 2020 era stato ricoverato in una clinica a La Plata in una situazione di anemia e disidratazione e il giorno successivo era stato trasferito in un ospedale di Buenos Aires Olivos. Qui era stato operato per un ematoma subdurale. L’11 novembre era stato dimesso e trasferito in una villa in un quartiere alla periferia di Buenos Aires, dove era morto due settimane più tardi.

Non è stata ancora fissata la data del processo, che si prevede non possa iniziare prima del 2024, ma gli otto imputati restano a piede libero in attesa della sentenza.

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