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Morto all'Aquila Sergeyevich Berezinsky, cordoglio del Gssi

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Ultimo aggiornamento 21 Aprile, 2023, 01:36:59 di Maurizio Barra

(ANSA) – L’AQUILA, 20 APR – Il fisico russo Veniamin
Sergeyevich Berezinsky, considerato tra i fondatori della fisica
astroparticellare, si è spento a L’Aquila alla vigilia del suo
89/o compleanno. Lo rende noto la comunità scientifica del Gran
Sasso Science Institute (Gssi) dove è stato docente e
ricercatore. “Le sue ricerche sulla produzione dei cosiddetti
neutrini di origine cosmica – viene ricordato sul sito Gssi –
ebbero inizio negli anni Sessanta. In particolare, un articolo
scritto insieme a Georgiy Zatsepin è stato pionieristico nello
studio di questo fenomeno ed un punto di riferimento per tutti
coloro che negli anni successivi si sono occupati di neutrini di
alta energia. La sua attività scientifica ha spaziato dalle
origini dei raggi cosmici alla supersimmetria, dai difetti
topologici alla cosmologia”.Tra le sue intuizioni, la possibile esistenza di sorgenti di
neutrini attorno a buchi neri posti al centro di Galassie attive
che sono completamente oscurate nella banda dei raggi gamma.

Questa idea ha trovato una spettacolare conferma lo scorso anno,
quando l’esperimento ‘IceCube’, un osservatorio di neutrini
astrofisici sepolto nel ghiaccio del Polo Sud, ha osservato i
neutrini provenienti dalla regione che circonda il buco nero
supermassiccio al centro di una galassia oscurata, Ngc 1068.

Berezinsky, Venya per gli amici, ha contribuito alla nascita
della rivista specialistica Astroparticle Physics e, nel corso
della sua lunga carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti
internazionali. Tra i principali, l’International Humboldt Prize
nel 1991, la O’Ceallaigh Medal nel 2007 e il Premio Enrico Fermi
nel 2017. (ANSA).

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