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Standard and Poor's conferma il rating dell'Italia BBB

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Ultimo aggiornamento 22 Aprile, 2023, 03:58:05 di Maurizio Barra

Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’Italia BBB, mantenendo l’outlook stabile. Secondo l’agenzia la crescita economica rallenterà nel 2023 sulla scia dell’inflazione elevata e dell’inasprimento delle condizioni del credito, prima di riprendersi nel 2024, sostenuta dagli investimenti dell’UE. “L’outlook stabile riflette la nostra aspettativa che il debito pubblico dell’Italia in rapporto al PIL diminuirà nel 2023-2026 – spiega S&P – con la ripresa della crescita economica il prossimo anno, sostenuta dagli investimenti dell’UE, dalla domanda esterna e dalla stabilizzazione delle ragioni di scambio. Questa valutazione è controbilanciata dal rischio di un’inversione nell’attuazione delle riforme fondamentali, comprese quelle integrate nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia, con conseguente ritardo del sostegno dell’UE“.

Non serve l’austerità ma lo sviluppo per abbattere il debito pubblico. Non tanto a livello di variazione assoluta (a febbraio ha toccato il nuovo record assoluto a 2,772 miliardi) quanto in rapporto al Pil, considerato quello che è successo negli ultimi due anni: +6,6% nel 2021 e del 3,9% nel 2022. Così il rapporto debito-Pil in Italia è sceso dal 145,9 per cento al 144 per cento rispetto al trimestre precedente, facendo registrare uno dei cali più significativi in Unione europea. Lo rende noto Eurostat, in riferimento al periodo tra ottobre e dicembre del 2022. Un risultato che certamente è stato tenuto in considerazione dagli analisti di S&P nell’assegnare il rating all’Italia.

A non scendere, invece, è il costo del debito. Dall’ultima nota di aggiornamento al Def emerge che la spesa per gli interessi , vale a dire quello che il Tesoro riconosce ai sottoscrittori di Bot e Btp, salirà complessivamente di oltre 58 miliardi di euro nell’arco di quattro anni, dal 2022 al 2025.

 

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