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Ciclismo: Pogacar ko, Evenepoel vince la Liegi 

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Ultimo aggiornamento 24 Aprile, 2023, 05:18:29 di Maurizio Barra

Doveva vincere uno dei due e così è andata anche se è stata la sfortuna a togliere di mezzo l’altro. La Liegi-Bastogne-Liegi non ha visto il ‘duello’, tanto atteso e annunciato, fra Tadej Pogacar e Remco Evenepoel, perché lo sloveno, che tanto ha impressionato perfino il ‘Cannibale’ Eddy Merckx, è caduto assieme al danese Mikkel Froelich Honoré dopo circa 85 chilometri di corsa, ed è stato costretto a ritirarsi. Portato in ospedale a Gand, gli sono state riscontrate fratture multiple a un polso, secondo quanto ha detto Mauro Giannetti della UAE Emirates e quindi verrà sottoposto in queste ore a operazione chirurgica. Tutto ciò complicherà i suoi piano per preparare a dovere il Tour de France. Remco Evenepoel, invece, si è allenato alle Canarie pensando al Giro d’Italia, e intanto oggi si è preso la soddisfazione, con una ‘stoccata’ della sue a una trentina di chilometri dall’arrivo, di bissare il successo dell’anno scorso. Era dal 1998, quando ci era riuscito Michele Bartoli, che un ciclista non vinceva la ‘Liegi’ per due anni di seguito, ora lo ha fatto Remco facendo impazzire il pubblico di casa che, lungo le strade bagnate dalla pioggia, lo ha incitato a gran voce. Anche nell’ultima della classiche di primavera c’è stato, come in quelle precedenti, la vittoria di uno, sempre un campione, che arriva da solo sul traguardo. E questa volta è toccato al 23enne belga che ha tanta voglia di stupire e promette di dare vita, insieme a Pogacar che di anni ne ha 24, a una dualismo che caratterizzerà il ciclismo del prossimo futuro.
   

 E gli italiani? si sono dati da fare, lungo il percorso, Giulio Ciccone e Simone Velasco, ma alla fine nessun rappresentante del pedale azzurro si è piazzato fra i primi dieci (il migliore è stato Ciccone, 13/o), quasi a voler dare ragione a Merckx secondo il quale, “forse il ciclismo è uno sport troppo duro per i ragazzi italiani. Da voi piacciono più il calcio o altri sport. Il ciclismo è faticoso”. Si vedrà se le parole del fenomenale belga si riveleranno profetiche, intanto il piatto piange perché dalle classiche sono arrivati soltanto il secondo e il sesto posto di Filippo Ganna alla Milano-Sanremo e alla Parigi-Roubaix. Fra i primi dieci anche Andrea Bagioli nella Amstel Gold Race e di Matteo Trentin nel giro delle Fiandre, in entrambi i casi sena mai essere protagonisti. Ovvio quindi che il il bilancio in chiave italiana non possa essere soddisfacente. Intanto ha fatto la storia tra le donne l’olandese Demi Vollering, 26enne che ha realizzato la tripletta della Ardenne vincendo oggi a Liegi dopo averlo fatto nella Amstel Gold Race e nella Freccia Vallone. A darle del filo da torcere fino all’ultima pedalata è stata Elisa Longo Borghini, che si è dovuta accontentare del secondo posto, battuta allo sprint ma meritando comunque il plauso generale.

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