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Haiti, settanta morti in cinque giorni di conflitto armato

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 24 Aprile, 2023, 09:35:10 di Maurizio Barra

 

Settanta persone sono state uccise e 40 ferite negli scontri tra bande rivali nei quartieri di Cité Soleil, la più grande baraccopoli di Port-au-Prince, tra il 14 e il 19 aprile. La situazione umanitaria e di sicurezza in molte aree di Cité Soleil, che conta diverse centinaia di migliaia di abitanti, “ha raggiunto un livello allarmante”  scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ad Haiti (OCHA). 

Cité Soleil, Haiti LaPresse

Cité Soleil, Haiti

“I combattimenti si stanno intensificando, la situazione è drammatica: la gente si sente sotto assedio. Non possono più lasciare le loro case per paura della violenza armata e del terrore imposto dalle bande”, ha dichiarato la coordinatrice umanitaria di Haiti Ulrika Richardson.

Cité Soleil, Haiti GettyImages

Cité Soleil, Haiti

Oltre alla violenza armata, la popolazione di Cité Soleil soffre di una grave insicurezza alimentare ed è uno degli epicentri dell’ultima epidemia di colera. Le piogge torrenziali delle ultime settimane hanno peggiorato le condizioni di vita e sanitarie della bidonville. Situato sul lungomare ai piedi dell’area metropolitana di Port-au-Prince, Cité Soleil è inondata dai rifiuti della capitale. I rifiuti bloccano completamente l’accesso e nessun veicolo, comprese le autobotti, può entrare. 

Cité Soleil, Haiti GettyImages

Cité Soleil, Haiti

La recrudescenza del colera, ha già causato 600 morti dallo scorso ottobre. Tutto ciò ha portato il primo ministro haitiano, Ariel Henry, a chiedere lo scorso anno l’invio di una forza straniera, richiesta che non ha ancora ricevuto una risposta concreta.

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