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La testimonianza del medico siriano Munir Ahmed Alassam

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Ultimo aggiornamento 24 Aprile, 2023, 05:16:57 di Maurizio Barra

A rendere possibile la conoscenza di ciò che è avvenuto e avviene in Siria, raccogliendo le testimonianze, tra gli altri c’è l’associazione Syrian Emergency Task Force che ha sede a Washington e che si batte, in giro per il mondo, per far conoscere la realtà di questi ultimi 12 anni. Denunciando le torture, le fosse comuni, l’uso di armi chimiche.

Nel 2014, la SETF ha organizzato un’audizione con l’ex fotografo militare e disertore “Caesar” presso la Commissione Affari Esteri della Camera degli Stati Uniti. Il Caesar File, che comprende 55.000 foto di civili morti per tortura durante la detenzione militare, ha rivelato la brutalità del regime contro il popolo siriano, ed è stato presentato come prova insieme alla sua testimonianza che è proprio alla base del “Caesar Syria Civilian Protection Act”, la legge che ha introdotto sanzioni contro il governo siriano di Bashar Al Assad, una serie di industrie siriane e qualsiasi entità o persona che fornisca sostegno finanziario al regime. 

E’ stata tra le protagoniste, nei primi giorni del sisma a far arrivare in tutti i modi possibili i primi aiuti nelle aree di Nord Ovest dove mancava tutto e ancora oggi non è sufficiente ciò che finalmente riesce ad entrare. SETF ha fatto entrare in Siria diverse squadre per distribuire aiuti di emergenza, fondi e forniture anche in considerazione del fatto che per i primi 10 giorni, dopo il sisma, non c’era nessun varco di confine aperto per poter far entrare qualsiasi tipo di aiuto.

Ma l’associazione dà anche assistenza ai siriani che passano il confine con la Turchia per cercare cure, come succede nella casa rifugio di Gaziantep. Qui un medico siriano, Munir Ahmed Alassam, incarcerato e torturato dal regime, assiste chi arriva. In maggioranza donne con bambini malati, ad oggi ci sono 13 piccoli cardiopatici. E poi malati di tumore. Con il terremoto il problema delle cure si è aggravato in quanto gli ospedali turchi sono sovraffollati e i siriani per avere cure devono pagare. Alcune associazioni internazionali sovvenzionano la struttura soprattutto per dare la possibilità a tutti di ricevere le terapie necessarie.

Questa casa-rifugio è un piccolo angolo di speranza per chi ha perso tutto in questi 12 anni, per chi vive in una tenda al caldo e al freddo. Ci sono bambini che non hanno mai conosciuto una casa vera e chissà se ne avranno mai una.

Il dottor Munir è anche lui un testimone degli orrori della guerra: appeso al soffitto, per le braccia, per un giorno intero racconta di come si viveva ammassati nelle celle, come le malattie si diffondevano. Della mancanza di ogni sentimento da parte dei carcerieri e del disprezzo degli stessi verso la vita degli altri. Molti, secondo il suo racconto, erano shabhja mercenari civili assoldati dal regime. Pagati per commettere le peggiori atrocità.

Lui è sopravvissuto a tutto perché medico.

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