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Borsa: Milano debole con le banche e Tim, bene Inwit

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Ultimo aggiornamento 26 Aprile, 2023, 09:00:31 di Maurizio Barra

(ANSA) – MILANO, 25 APR – Seduta negativa per la Borsa di
Milano, aperta nel giorno festivo della Liberazione come
consuetudine insieme a tutti gli altri mercati: l’indice Ftse
Mib ha concluso in ribasso dell’1,03% a 27.253 punti, l’Ftse All
share in ribasso dell’1% netto a quota 29.412.
   
Piazza Affari ha pagato come quasi tutte le Borse europee il
crollo di First Republic a Wall Street dopo la trimestrale che
ha evidenziato una fuga di depositi per 100 miliardi di dollari.
   
I mercati azionari del Vecchio continente hanno infatti mostrato
tutti un tendenziale calo: la Borsa peggiore è stata quella di
Madrid che ha chiuso in ribasso dell’1,2%, seguita da Amsterdam
che ha ceduto lo 0,9% finale. Deboli anche Parigi (-0,5%) e
Londra (-0,2%), mentre Francoforte ha concluso piatta.
   
Bene invece il mercato dei titoli di Stato, con lo spread tra
Btp e Bund tedeschi a 10 anni in leggero calo: il differenziale
ha concluso la seduta a 188 punti base contro i 190 dell’avvio,
con il rendimento del prodotto del Tesoro al 4,26%. Fiacco
l’euro sotto quota 1,1 contro il dollaro.
   
Con il prezzo del gas in calo sotto i 40 euro al Megawattora
sui livelli più bassi dal gennaio del 2022, il petrolio ha
passato un’altra giornata difficile, muovendosi su ribassi di
circa due punti percentuali e faticando a tenere quota 77
dollari al barile.
   
In questo quadro in Piazza Affari il titolo più pesante è
stato quello del Banco Bpm, sceso del 3% a 3,97 euro, seguito da
Tenaris (-2,8%) e da Unicrtedit, che ha perso il 2,7%. Vendite
anche su Saipem (-2,4%), con Tim che ha ceduto il 2,3% a 0,26
euro sempr ein attesa di novità sulla rete. Tra i titoli
principali il migliore è stato invece Inwit salito dell’1,1%,
con Campari in crescita dello 0,8% ed Enel dello 0,4%.
   
Nel paniere a bassa capitalizzazione scivolone per la
Juventus, che ha perso il 7% a 0,3 euro dopo le indiscrezioni di
stampa su una possibile esclusione dalle coppe europee che
l’Uefa potrebbe decidere in modo indipendente dalla giustizia
sportiva italiana. (ANSA).
   

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