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Sequestro petroliera.Teheran: "La nostra Marina ha agito dopo uno scontro". Usa:"Nuova interferenza"

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Ultimo aggiornamento 27 Aprile, 2023, 21:39:07 di Maurizio Barra

La Marina degli Stati Uniti aveva puntato il dito sui Pasdaran iraniani, ma Teheran conferma che la petroliera, battente bandiera delle isole Mashall, sequestrata oggi in acque territoriali nel golfo dell’Oman è stata invece “presa” in carico dalla Marina iraniana e non dal Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica. La Marina americana ha chiesto subito il rilascio dell’imbarcazione.

La tv di Stato iraniana ha riconosciuto il sequestro circa due ore dopo che la Marina Usa aveva riferito dell’attacco. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale Irna, sulla base di una nota dell’esercito, la Marina iraniana ha sequestrato la nave dopo che quest’ultima si era scontrata con un’imbarcazione iraniana, causando la scomparsa di due marinai e il ferimento di diversi altri. Stando all’agenzia Mehr, la nave battente bandiera delle Isole Marshall avrebbe tentato la fuga dopo la collisione, ma è stata fermata e condotta in acque iraniane. 

La Quinta Flotta della Marina Usa, con base nel Bahrain, ha identificato la nave coinvolta come Advantage Sweet. Il gestore della nave, una società turca, non ha risposto alle richieste di commento. La proprietà della nave pare essere di una società cinese. 

Secondo quanto riferito dalla Marina Usa, la nave ha lanciato una richiesta di soccorso alle 13.15, mentre si trovava in acque internazionali, quando l’Iran ha sequestrato la nave. La Quinta flotta della Marina Usa riferisce che si tratta almeno della quinta nave commerciale presa da Teheran negli ultimi 2 anni e sta “monitorando la situazione”. I dati satellitari di MarineTraffic.com hanno mostrato che la nave si trovava nel Golfo di Oman, appena a nord della capitale dell’Oman, Muscat, giovedì pomeriggio. Era appena arrivata dal Kuwait ed era diretta a Houston, in Texas. 

Quello specchio d’acqua è vicino allo Stretto di Hormuz, la stretta imboccatura del Golfo Persico che bagna il Corno d’Africa è, in questo periodo, soggetta all’attenzione di diversi Paesi a causa della sua posizione strategica per il traffico commerciale e militare. Il sequestro di oggi è l’ultimo di una serie di dirottamenti ed esplosioni nella regione attraverso la quale passa un quinto di tutto il petrolio in commercio.  

“Le azioni dell’Iran sono contrarie al diritto internazionale e disturbano la sicurezza e la stabilità nella regione. Il governo iraniano deve rilasciare immediatamente la petroliera – prosegue la nota – Le continue interferenze da parte dell’Iran sui diritti di navigazione nelle acque della regione rappresentano una minaccia alla sicurezza marittima e all’economia globale. Negli ultimi due anni, l’Iran ha sequestrato in modo illecito almeno cinque imbarcazioni commerciali in Medio Oriente”, si legge nella nota.

Una foto di militari delle Guardie Pasdaran iraniane ansa

Una foto di militari delle Guardie Pasdaran iraniane

Gli incidenti sono iniziati dopo che l’allora presidente Usa Donald Trump ritirò unilateralmente gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano con le potenze mondiali, in base al quale Teheran si era impegnata a limitare drasticamente l’arricchimento dell’uranio in cambio della revoca delle sanzioni economiche. La Marina Usa ha inoltre attribuito all’Iran la responsabilità di una serie di attacchi che hanno danneggiato petroliere nel 2019, nonché di un attacco con un drone a una petroliera collegata a Israele in cui rimasero uccisi 2 membri europei dell’equipaggio nel 2021.  

I Pasdaran, ovvero detti “holy guard”, sono parte integrante della teocrazia iraniana guidata dagli ayatollah sciiti che da 43 anni governano la Repubblica islamica dell’Iran, sotto la guida suprema Ali Khamenei.

Nave della Us Cost Guard nello Stretto di Hormuz LaPresse

Nave della Us Cost Guard nello Stretto di Hormuz

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