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LIVE TJ – CALVO a DAZN: "Conferma Allegri non è in discussione, con lui progetto di 4 anni. Obiettivo secondo posto e finale Europa League. Nuovo ds? Non è scontato che arrivi"

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:45:26 di Maurizio Barra

Francesco Calvo, CFO della Juventus. è stato intervistato da Dazn. Le sue parole:


La Juve può ritenersi soddisfatta alla fine della stagione con uno dei primi 4 posti e magari con la conquista dell’Europa League? Ed è collegata la riconferma di Allegri?

“Gli obiettivi per questa stagione sono il secondo posto e poi andare in finale di Europa League, perchè ancoranon ci siamo. Quindi prima andiamo in finale  e poi pensiamo a vincerla. Confermare Allegri, in questo momento significherebbe dire un’ovvietà, questo assolutamente è il nostro pensiero. Allegri è tornato alla Juventus per un progetto di 4 anni, non siamo neanche alla metà perchè non abbiamo ancora concluso la seconda stagione, per cui il progetto è di 4 anni. Per lui parlano gli undici trofei in sette anni alla Juventus, le due finali di Champions, per cui assolutamente non è in discussione, quello che è importante per noi è che anche in una stagione come questa abbiamo voglia di imparare, di crescere, di migliorarci e questa è una voglia che abbiamo sia noi dirigenti, che l’allenatore, che i giocatori”.


Ci sono tanti nomi che girano attorno al nome del direttore sportivo. Ci dà la linea?

“Stiamo assolutamente pianificando il futuro, questo lo stiamo facendo con Federico Cherubini, il nostro direttore sportivo e con il mister, insieme a me. Siamo un blocco granitico che lavora sul futuro e questa è la nostra priorità fino alla fine della stagione, oltre a concludere questa stagione con il secondo posto e prima la finale di Europa League e poi eventualmente il successo in Europa League. Poi chi è arriverà in futuro, e non è scontato che arrivi qualcuno, si dovrà integrare in un sistema di lavoro di Juventus e nel lavoro che abbiamo fatto noi fin adesso. Però ci tengo a dire che più importante dei singoli nomi e delle singole persone, c’è la Juventus col suo metodo di lavoro e la asua solidità che non dipende da una sola persona”


Allegri ha detto che è il momento più difficile.

“Credo che quando si vivono dei momenti difficili e poi si passano, il prossimo è sempre il momento più difficile. Quando abbiamo ricevuto la penalizzazione, ci sembrava un momento difficilissimo, l’abbiamo superato, adesso veniamo da un momento negativo, per cui sicuramente questo è il momento più difficile della stagione e anche il più importante per noi, per cambiare rotta e marcia, ricominciare a vincere e consolidare i nostri obiettivi”

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Alberto Angela, 'vi racconto Re Carlo III e i Windsor'

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:43:05 di Maurizio Barra

“Un testimone della storia, che fin da ragazzo ha aspettato questo momento, anche se ha avuto un’infanzia caratterizzata, per il suo ruolo, dall’etichetta, con poco spazio per gli abbracci, i gesti di slancio, di affetto. A scuola, alla Gordonstoun School, in Scozia, dove aveva studiato anche papà Filippo, è stato vittima di bullismo, nonostante fosse l’erede al trono, ma non si è mai lamentato, ed è rimasto lì fino al diploma nel 1967, era un ottimo studente. Ma aveva accesso a grandi privilegi come quello di poter sfogliare in privato dei disegni di Leonardo. Aveva due grandi passioni, la la filosofia e il disegno, dipingeva molto bene”. Così in una conversazione con l’ANSA Alberto Angela definisce Carlo III, a pochi giorni dalla sua incoronazione (il 6 maggio), cui dedica mercoledì 3 maggio alle 21.25 su Rai1 una puntata speciale di Ulisse, il piacere della scoperta, che ripercorre la storia della famiglia Windsor e delle incoronazioni britanniche, l’ultima delle quali risale a ben settant’anni fa quando la corona di Sant’Edoardo cinse il capo della giovane Elisabetta II. “Carlo – fa notare Alberto Angela – è stato anche il primo erede al trono ad assistere alla nascita dei suoi figli avuti da Diana, sia di William che di Harry. Non era usanza”. Il conduttore, giornalista e paleontologo invita gli spettatori a “fare un viaggio nel tempo che attraversa buona parte del 900 e giunge fino ai nostri giorni”. Racconta la lenta trasformazione dell’immagine della monarchia a opera di Elisabetta nei decenni del suo regno attraverso i principali fatti storici e familiari che hanno toccato la casa reale dei Windsor, alla scoperta degli aspetti meno noti di una dinastia di origine tedesca che poco più di un secolo fa prese il nome di uno dei suoi castelli”. Carlo III, ricorda, “è il sovrano più anziano mai incoronato nell’Abbazia di Westminster, le sue vicende personali sono state al centro delle cronache degli ultimi cinquant’anni e le sue convinzioni sui temi ambientali fanno presagire un indirizzo del tutto originale al suo regno. Insieme a lui sarà incoronata regina sua moglie Camilla che, dopo un’iniziale diffidenza dei britannici, è riuscita a conquistarne il rispetto e la considerazione”. Lo speciale racconterà gli antichissimi rituali di una cerimonia che ha una tradizione millenaria e nella quale vengono utilizzati i gioielli della corona, che vantano alcune tra le pietre più preziose e celebri al mondo. Su questa scintillante celebrazione incombono però le tensioni di una famiglia più volte lacerata da divisioni e scandali. Primo fra tutti il plateale abbandono della vita pubblica da parte del principe Harry e da sua moglie Meghan, recentemente protagonisti di libri e documentari che hanno provocato notevole imbarazzo a corte. La puntata sarà anche un viaggio nella storia e nella cronaca degli ultimi decenni, con bellissime immagini e interviste poco note in Italia. “Racconteremo anche di William e Kate, di Diana, e della regina Elisabetta II, spentasi all’età di 96 anni giovedì 8 settembre nel castello di Balmoral, in Scozia. Su Elisabetta avevo già realizzato uno speciale di Ulisse”. Perché i Windsor catturano ancora l’attenzione del pubblico? “Può sembrare anacronistico, ma da sempre, proprio nei momenti di crisi, difficili, le persone comuni, anche quelle più contrarie alla monarchia, amano la narrazione, cercano la favola, nonostante i retriscena, vedi il successo di serie come The Crown o di film come The Queen, ma anche altre, a cominciare dai tempi di Sissi. Va detto che i Windsor, complici anche i tabloid, gli scandali, la morte di Diana, le separazioni, gli inciampi, i libri, alla fine sono visti come umani, come una volta nella mitologia lo erano gli dei che come gli uomini commettevano errori per amore, aspirazione, gelosia, e quindi potevano cadere”. Che ospiti ci saranno? “Sir Antonio Pappano, che dirigerà a Londra l’orchestra dell’incoronazione, Andrea Bocelli, l’unico artista italiano che si esibirà davanti al nuovo re nel grande concerto dell’incoronazione, il giornalista e scrittore Antonio Caprarica, biografo di molti membri della famiglia Windsor, e Bona Frescobaldi che ha spesso ospitato Carlo III nei suoi soggiorni in Toscana e ci racconterà qualcosa”. Sta preparando un altro speciale di Ulisse su suo padre, il grande Piero Angela? “Confermo che ci stiamo lavorando, ma non ho una data di messa in onda precisa, penso fine maggio”, conclude Alberto Angela che intanto sta lavorando a un nuovo format di divulgazione scientifica per l’estate.

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La camera Usa vota il suo piano, showdown sul debito

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:42:57 di Maurizio Barra

La camera approva il piano del suo speaker Kevin McCarthy
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Pietro Orlandi: "Su Wojtyla non mi scuso. Sapeva la verità, sono convinto"

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:42:44 di Maurizio Barra

È un fiume in piena Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazza per la quale da 40 anni chiede verità. Intervistato da “Verissimo”, Orlandi torna su alcune frasi, da lui dette, che hanno destato roventi polemiche. In primis su papa Wojtyla.

Il papa “negativo”

Orlandi ha parlato di Wojtyla accostandolo alla figura del padre e affermando che uno era una figura “negativa”, cioè Wojtyla, e l’altra “positiva”, il padre. “Mio padre è morto nel 2004 – ha raccontato -. È stato un altro momento buio, nel giro di un anno sono morte due persone, nel 2004 mio padre, nel 2005 Wojtyla, sono le due persone che mi tenevano legato a questa vicenda, Wojtyla in negativo perché io sono sempre stato convinto che lui sapesse che cosa era successo a Emanuela. Ricordo quando venne a casa da noi e ci parlò di terrorismo internazionale, ci assicurò che avrebbe fatto il possibile, ma poi permise al silenzio e all’omertà di calare su questa vicenda, ha mantenuto il silenzio fino alla fine, così è successo per Ratzinger e Papa Francesco lo ha fatto per dieci anni. Forse ora hanno capito che il silenzio non è servito, questi 40 anni passati non posso però dimenticarli e la parola perdono l’ho cancellata dal vocabolario”. 

“Quando sento la dichiarazione del segretario di Stato, Parolin – ha quindi aggiunto – sono contento che dica che con questa inchiesta dobbiamo fare chiarezza per una madre che soffre, ma questa madre adesso ne ha 93 di anni e in questi 40 anni non mi sembra che nessuno si sia stracciato le vesti per lei”.

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela GettyImages

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela

Nessuna scusa 

“Io non mi sono mai scusato perché non ho offeso mai nessuno, ho ritenuto opportuno fare ascoltare un audio, poi che io abbia detto quella frase, che Wojtyla usciva di nascosto, è una frase che dicevano tutti quanti, non era considerata una cosa grave, però qualcuno ha voluto legare questa situazione alle parole di questo componente della banda della Magliana”. 

Se il Vaticano vuole l’inchiesta può durare pochissimo

“Quando sono usciti quei documenti tutti li hanno bollati come falsi, ridicoli, anche il Vaticano però non mi ha mai risposto alla domanda su come mai stavano in una cassaforte della Prefettura degli Affari economici. Non ho abbandonato quella pista, credo che Emanuela sia stata portata là e più che la Banda della Magliana c’entra Renatino De Pedis. Emanuela è stata presa per ricattare qualcuno, De Pedis è stato utilizzato come manovalanza”. Lo dice Pietro Orlandi, a proposito della pista di una Emanuela rapita e poi trasferita in un convento in Inghilterra.

“Io ci credo al passaggio raccontato dalla Minardi – continua sulle dichiarazioni di Sabina Minardi nella serie documentario di Netflix “Vatican girl” -, in quel momento era stata consegnata al Vaticano, poi se un abuso abbia avuto luogo potrebbe essere stato per creare l’oggetto di un ricatto”. Orlandi ha esordito nella trasmissione affermando che per lui Emanuela “è viva”, “la sento viva”. 

“Il Vaticano – ha infine accusato – da 40 anni fa di tutto per evitare che la verità possa uscire altrimenti non mi posso spiegare tutti i comportamenti di questi 40 anni”. L’inchiesta aperta dai pm d’Oltretevere, comunque, “io l’ho presa come cosa positiva – afferma -, da qualche parte dovrà portarci, questa inchiesta secondo me potrebbe durare pochissimo perché io l’ho sempre detto, con un po’ di buona volontà potrebbero farla durare pochissimo”.

Pietro Orlandi e l'avvocato Laura Sgrò ansa

Pietro Orlandi e l’avvocato Laura Sgrò

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Al Dall'Ara come all'Olimpico, arbitro e Var affossano la Juve

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:39:57 di Maurizio Barra

Ormai i marchiani errori arbitrali a danno della Juventus sono diventati una triste consuetudine.
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Sassuolo-Empoli 2-1, la sintesi della partita

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:38:06 di Maurizio Barra

I neroverdi blindano la salvezza. Match sbloccato dal gol di Cambiaghi all’11’, all’83’ pareggia Berardi, al 97′ rimonta degli emiliani con doppietta di Berardi su rigore
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Serie A: Bologna-Juventus, – DIRETTA

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Ultimo aggiornamento 30 Aprile, 2023, 22:36:42 di Maurizio Barra

Bologna-Juventus 1-1–  DIRETTA 

60’GOL! Bologna – JUVENTUS 1-1! Rete di Arkadiusz Milik. Il polacco trova un pallone vagante in area e lo calcia di potenza sul palo lontano, dove Skorupski non puó arrivare. Azione nata da una percussione di Iling, bloccata da Posch. 

10′ GOL! BOLOGNA – Juventus 1-0!
Rete di Riccardo Orsolini. L’esterno spiazza Szczesny, palla a sinistra e portiere a destra: nono gol in campionato per l’ex della partita.

Curioso episodio al 10′ di Bologna-Juventus. E’ stato infatti assegnato direttamente dagli arbitri al Var, Mazzoleni e Paganessi, un calcio di rigore a favore della squadra di casa. Ciò è dipeso dal fatto che il monitor a disposizione dell’arbitro di campo, Sozza, non funziona e quindi a decidere sull’intervento di Danilo su Orsolini (che poi ha trasformato il penalty) sono stati i due assistenti video che si trovano nella Centrale video di Lissone.
La cosa è stata poi anche spiegata ai tifosi presenti allo stadio dallo speaker dell’impianto. 
Successivamente, al 31′ pt, in Bologna-Juventus c’è stato un secondo rigore assegnato direttamente dai due arbitri presenti nella Centrale Var a Lissone, Mazzoleni e Paganessi, con l’arbitro Sozza di nuovo impossibilitato ad andare a vedere sul monitor a bordo campo.
Questa volta il penalty è stato concesso a favore della Juventus per un fallo di Lucumi su Milik, poi il polacco lo ha calciato ma il connazionale Skorupski glielo ha parato.

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