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Clima: Cetemps (Univaq) entra nel progetto Actris-Eric

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Ultimo aggiornamento 2 Maggio, 2023, 21:40:20 di Maurizio Barra

(ANSA) – L’AQUILA, 02 MAG – Anche l’Università dell’Aquila,
attraverso il Cetemps, contribuisce al neocostituito
Actris-Eric, il consorzio dell’infrastruttura di ricerca europea
Actris per fornire dati e servizi all’avanguardia a sostegno
della ricerca atmosferica e climatica.Un progetto che coinvolge enti e organizzazioni da 17 Paesi
fondatori che mettono in comune le proprie risorse per aprire
l’accesso a un’ampia gamma di tecnologie, servizi e risorse nel
campo delle scienze atmosferiche. Actris (Aerosol, Clouds and
Trace Gases Research Infrastructure) si propone come
infrastruttura di ricerca europea a supporto della ricerca in
campo atmosferico che fornisce strumenti per affrontare le sfide
socio-economiche, come quelle legate alla qualità dell’aria, al
cambiamento climatico e alla protezione dai rischi ambientali.

Il Gruppo dell’osservatorio atmosferico e telerilevamento
Lidar del Centro di eccellenza Cetemps del Dipartimento di
Scienze fisiche e chimiche (Dsfc) dell’Università dell’Aquila ha
lavorato all’acquisizione e allo sviluppo di strumentazione
avanzata per potenziare le proprie capacità di misura e
costituire un sito di osservazione nei laboratori Dsc di San
Vittorino, con focus specifico sulle proprietà ottiche e
radiative degli aerosol atmosferici e delle nuvole.

Anche l’Infn partecipa ad Actris con due strutture di
ricerca uniche: il Labec (Laboratorio di tecniche nucleari per
l’Ambiente e i Beni Culturali) della sezione di Firenze e
ChAMBRe (Chamber for Aerosol Modelling and Bio-aerosol Research
– ricerca basata su Aerosol e Bio-aerosol atmosferici) della
sezione di Genova.

L’istituzione di Actris-Eroic concretizza uno sforzo a lungo
termine iniziato nel 2011 e perseguito e condiviso da parte di
diversi Paesi europei per creare un’infrastruttura sostenibile a
supporto della ricerca in campo atmosferico. Un progetto che
apre le porte ai ricercatori, alle imprese e più in generale ai
Paesi, per consentire loro l’accesso alle informazioni chiave
sullo stato dell’atmosfera, per condividere le migliori
piattaforme osservative di ricerca in Europa. (ANSA).

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